Il Tirreno

Montecatini

In 500 firmano per gli “11 invisibili”

In 500 firmano per gli “11 invisibili”

Successo della petizione che chiede di far riaprire temporaneamente 25 gabbie del canile Hermada

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MONTECATINI. Almeno 250 firme raccolte solo nella giornata di domenica al banchino allestito in fretta e furia in viale Verdi. Altrettantearrivate via internet nella petizione on-line. È la risposta all’appello di un gruppetto di volontari che ha preso a cuore la sorte dei cosiddetti “11 invisibili”. Che altro non sono che poveri cani, incroci di labrador e pitbull, che secondo la sentenza del giudice di Pistoia emessa il 19 febbraio devono essere “trasferiti immediatamente” nella struttura di ricovero degli animali abbandonati di Montecatini: il Canile Hermada. Una storia incredibile, impastata di burocrazia, sospetti di maltrattamenti, cause legali. Il tutto passato “quasi” sotto silenzio da parte delle autorità e dei cittadini. Quasi, perché alcuni amici degli animali hanno preso a cuore la loro sorte.

Proviamo a riassumere. Gli “11 invisibili” originariamente erano 14, e vivevano in una struttura messa in piedi da un privato a Pieve a Nievole. Un bel giorno questa persona riceve lo sfratto, fa i bagagli e se ne va. Ma quei cani li lascia lì. Qualcuno si preoccupa di loro, comincia a portargli da mangiare. Un addestratore prova a “rieducarli” mentre altri passano la voce cercando persone che accettino di adottarli. Qualcosa si muove: due vengono affidati, uno muore. Ma per gli altri 11 c’è solo la via legale. E il giudice ordina che vengano ricoverati nel canile di riferimento, a Montecatini. Ma c’è un però: qui non c’è posto. O meglio, ci sarebbe, perché in un terreno attiguo all’Hermada già dieci anni fa vennero realizzate 25 gabbie. Costarono circa 100mila euro, messi a disposizione dagli 11 Comuni della Valdinievole. Però dal vicinato cominciarono le cause: quegli animali facevano troppo rumore. Le prime due furono respinte, poi ne arrivò una terza. La sostanza è che servivano barriere fonoassorbenti, ma nessuno l’ha mai costruite. E, nel 2010, i Comuni decidono che i «25 box provvisori non saranno più utilizzati nell’attuale sito e verranno riutilizzati nel nuovo canile comprensoriale». Già, peccato che del “nuovo canile comporensoriale” non si è sentito dire più niente. Morale: le gabbie debbono restare vuote. E gli 11 invisibili? Il canile non ha posto, e se si dovesse dare corso alla sentenza dovrebbe affidarli ad altre strutture, a sue spese. Rischio di default. Ma ora c’è questa petizione, che chiede la «possibilità di utilizzare le gabbie medio tempore». Vedremo.

Alessandro Gasperini

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