Il Tirreno

Montecatini

Galligani con la Motroni a capo di una lista civica

Galligani con la Motroni a capo di una lista civica

«Se ci troveremo a governare chiederemo una commissione sulle Terme» Con lui anche Paolo Cardelli, segretario dell’Udc (ma non il suo partito)

3 MINUTI DI LETTURA





MONTECATINI. La decisione era nell’aria da qualche tempo e, ieri mattina, Maurizio Galligani l’ha ufficializzata. L’ex candidato alle primarie del centrodestra (si ritirò alla vigilia delle votazioni per contrasti con l’altro candidato azzurro, Riccardo Sensi), e (forse) prossimo ex del partito di Berlusconi, appoggerà la candidatura a sindaco di Silvia Motroni, guidando una propria lista civica. E al suo fianco avrà anche il segretario (fino a ieri, prossimamente anche lui probabilmente ex...) dell’Udc, Paolo Cardelli. Anche lui presente nella sede del comitato elettorale della lista “Ora” della Motroni, spiegando di partecipare a titolo personale e per coerenza, in quanto il suo partito, a livello locale, non ha mai nascosto la sua simpatia alla candidatura di Galligani. Ma questa mossa non è piaciuta ai vertici dell’Udc, con il segretario provinciale Marco Baldassari che, in sostanza, aveva “diffidato” Cardelli da compiere questo passo, preferendo collocare il partito nello schieramento di Sensi. Ma la conferenza stampa di ieri è stata anche l’occasione per ufficializzare l’appoggio di un altro movimento politico alla corsa della Motroni, vale a dire il Fronte Nazionale. Il cui segretario provinciale (Marco Braccini) e il responsabile locale (Umberto Ponzio) hanno preso parte allo stesso tavolo a cui erano seduti gli altri protagonisti.

Tornando a Galligani, è partito a testa bassa contro l’attuale amministrazione Bellandi ma anche, e soprattutto, gli uomini del suo (ex) partito, accusati di non aver saputo fare opposizione in questi cinque anni. «La mia scelta di appoggiare Silvia Motroni con una lista – ha detto – nasce dopo vari passaggi che mi hanno portato a non partecipare alle primarie del centrodestra, che non hanno dato quei segnali di chiarezza e trasparenza che avevo chiesto. Silvia invece è un candidato nuovo, è una donna, è al di fuori dei giochi politici e soprattutto può rappresentare quel cambiamento che Montecatini sta chiedendo». Fra le cose da fare indicate da Galligani, una proposta su tutte: «Se ci troveremo a governare, istituiremo una commissione d'indagine su tutto ciò che è accaduto intorno alle Terme (sia Leopoldine che Redi). Perché emerga come sono stati spesi i soldi, come è stata gestita la fase degli appalti (senza una gara pubblica), come sono stati eseguiti i contratti. I costi sono passati da 4 a 11 milioni per le Redi, e da 12 a 28 (finora) per le Leopoldine».

Il giudizio sul passato è netto: «Da una parte c'è il centrosinistra con il sindaco uscente, e si fa prima a dire quel poco che ha fatto rispetto a quello che avrebbe dovuto fare. È stata un'amministrazione scialba e non ha tenuto conto delle esigenze della città». Alla quale Galligani imputa anche l’operazione dell’acquisto della Pineta: «Ha ripagato al 100% un bene di cui il Comune era già proprietario al 50%. E ora chi pagherà le spese per la manutenzione, per la ripiantumazione degli alberi? Si parla di 180/200mila euro all’anno, soldi dei montecatinesi».

«Dall'altra parte – ha proseguito – c'è un centrodestra che continua a perdere consensi.Quanto a Sensi, continua a dire di non avere scheletri nell'armadio, ammettendo gli errori da amministratore. Vuole convincersi da solo? Errori? Per il nuovo Kursaal la procedura è stata portata a termine da lui come assessore all'urbanistica, quando la città si è preclusa la possibilità di avere un teatro all’interno del famoso “scatolone”».

Silvia Motroni, da parte sua, si è dichiarata «molto contenta» dell’accordo raggiunto, per una operazione contro i vecchi poteri. «Dietro di me – ha scandito – non c’è nessuno, io rispondo solo ai cittadini, che chiedono integrità, sicurezza, lotta al degrado, trasparenza. Gli altri? Alla convention di Forza Italia avete visto tutti gli abbracci con Verdini (800mila euro a nero dichiarati in tv a Report) e con la Gelmini (che da ministro realizzò la peggior riforma della scuola nella storia d’Italia)».

Chiusura con il Fronte Nazionale, che tra gli obiettivi ha citato quello di «tutelare l’italianità, garantendo i cittadini, a parità di punteggio, nelle graduatorie per le case popolari o per gli asili».(a.g.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il caso

Lucca, botte e insulti razzisti al professore scambiato per il compagno della ex

di Pietro Barghigiani