Il Tirreno

Montecatini

Donna investita: indagato il macchinista

Donna investita: indagato il macchinista

In città cresce la richiesta di controlli per contrastare l’abitudine di attraversare con il passaggio a livello chiuso

3 MINUTI DI LETTURA





MONTECATINI. Sarà sottoposta ad autopsia la salma di Maria Rosaria D’Auria, la donna di 68 anni deceduta giovedì sera dopo essere stata travolta dal treno mentre attraversava il passaggio a livello di via Marruota. La data sarà fissata dal Pm Luciano Padula, che si occupa del caso, dopo l’incontro con i medici. L’ipotesi di reato è quella di omicidio colposo, per il quale è indagato il macchinista del regionale 3077. Dal treno coinvolto è stata posta sotto sequestro la scatola nera, che servirà a valutare alcuni dettagli fondamentali: ossia la velocità al momento dell’impatto e se dalla cabina di guida fossero partiti i fischi per avvisare chi stava attraversando dell’arrivo del treno.

Al momento comunque le testimonianze di chi ha assistito alla scena (ed erano in tanti) tendono a escludere eventuali responsabilità del conducente del treno. Secondo i primi rilievi il convoglio, al momento dell’impatto, stava viaggiando a bassissima velocità (circa 30 chilometri all’ora secondo una prima stima): del resto stava entrando in stazione, dove si sarebbe dovuto comunque fermare. Non solo, ma tra chi in quel momento era sulla banchina, in molti hanno detto di aver sentito chiaramente il fischio del treno, con il quale il macchinista avvertiva del passaggio.

Ma il dramma di giovedì sera ha acceso un forte dibattito in città, sul fatto che Montecatini sia di fatto una città spezzata in due dalla ferrovia. Un problema anche per le auto, certo, ma soprattutto per i pedoni. Di fatto, a barriere chiuse, esiste un solo attraversamento per chi si muove a piedi, quello del sottopasso di via Martiri, in zona ippodromo. Un passaggio tra l’altro già pericoloso perché stretto e con le auto che ti passano a un centimetro, e inutilizzabile in caso di pioggia perché regolarmente allagato. Un attraversamento, per di più, periferico.

Il punto più comodo, perché più vicino al centro, per andare da sopra a sotto verga, o viceversa, è proprio via Marruota. Peccato però che, con un frequenza di passaggi che può arrivare sino a 4 treni l’ora, quelle barriere siano spesso abbassate. E così molti pedoni, e, spesso, anche i ciclisti, preferiscono ignorare quelle sbarre: si abbassano, passano sotto, guardano a destra e a sinistra se sta arrivando il treno, e poi attraversano. Una scena fin troppo comune.

Per questo in molti, alla notizia del dramma, hanno parlato di “tragedia annunciata”. Una tragedia che, per di più, non avrebbe insegnato nulla: «Anche stamani (ieri per chi legge ndr), a quel passaggio a livello, alle 7,15, dieci o dodici persone sono passate sotto le sbarre abbassate e hanno attraversato i binari. Capisco che rischiassero di perdere il treno, ma...». Questo uno dei tanti commenti che accompagnavano la pubblicazione della notizia sul sito del Tirreno. Commenti che, però, insistevano soprattutto sulla necessita di controlli per far rispettare quella minima norma di sicurezza rappresentata dal non attraversare quando le sbarre sono abbassate. Tra i suggerimenti quello di ripristinare la figura del controllore (di fatto impraticabile a fronte dei tagli nel comparto ferrovie, e poi non basterebbe a controllare tutti i passaggi a livello, visto che a Montecatini sono tre), e quello invece più plausibile di una maggior presenza di polizia municipale, che fosse pronta anche a multare chi passa quando non dovrebbe.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web