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Consiglio disertato «I debiti? Posticipati ma solo di un anno»

di Maria Salerno
Consiglio disertato «I debiti? Posticipati ma solo di un anno»

Giorgi (Pd) e Campolunghi (Prc) spiegano perché le opposizioni hanno rifiutato di partecipare al voto

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PESCIA. «Noi irresponsabili? Lo saremmo stati a votare quei debiti fuori bilancio», così Roi Giorgi, capogruppo Pd, e Ferdinando Campolunghi, di Rifondazione, si difendono dall'accusa di irresponsabilità mossagli dalla maggioranza per non avere partecipato all’ultimo consiglio comunale.

Seppur entrambi, analizzando i singoli casi, assenti per giustificati motivi, i consiglieri Giorgi e Campolunghi difendono la scelta dell’opposizione di disertare il consiglio. La ragione è presto detta. Per l’ennesima volta, evidenziano, all’ordine del giorno, sono apparsi dei debiti fuori bilancio per quasi un milione di euro per i quali veniva chiesta l’approvazione del consiglio. Ora, se persino qualche consigliere della maggioranza non ha nascosto un certo mal di pancia nell’alzare la mano, non era forse ipotizzabile che l’atteggiamento della minoranza non sarebbe stato accondiscendente nei confronti del finanziamento e riconoscimento di quei debiti?

«Tanto più che quei debiti non erano affatto nuovi – spiegano Giorgi e Campolunghi – trattandosi di fatture risalenti agli anni passati, al 2012, al 2011 e in certi casi persino al 2009. Ai fini del riconoscimento i debiti fuori bilancio devono avere dei caratteri specifici, tra questi c’è l’esigibilità. Cosa vuol dire? Che il pagamento non deve risultare dilazionato a causa di un termine o subordinato ad alcuna condizione. Invece, per l’ennesima volta, i debiti votati nell’ultima seduta del consiglio comunale sono stati finanziati per una parte col bilancio 2013, ma per una parte col bilancio 2014».

È il caso delle fatture delle ditte Siram e Cofely per la fornitura del gas negli anni dal 2008 al 2011 per un totale di quasi 430 mila euro; delle fatture presentate dalla società coop Pacini e Servizi per oltre 2mila euro che andranno finanziati interamente nel bilancio di previsione 2014; delle fatture della Delfino Srl che sarà finanziato per un ammontare di oltre 7mila euro nel bilancio di previsione 2014 e così via.

«Peraltro – viene sottolineato – sono indicati come debiti fuori bilancio partite che sono state approvate all’ultimo consiglio comunale, ma che non erano state approvate dal consiglio comunale del 9 luglio 2012. Queste posizioni giustificano quindi ancor di più il nostro senso di responsabilità. Non si può amministrare in questa maniera, i debiti fuori bilancio non possono essere riconosciuti e poi essere sottoposti a condizione sospensiva».

I consiglieri mettono in evidenza poi, come nel piano di riequilibrio pluriennale, il comune abbia dichiarato che il riconoscimento e la copertura dei debiti sarebbero stati previsti a carico del bilancio 2013 e che quindi gli stessi non sarebbero stati rateizzati. «Con le ultime scelte del consiglio comunale di spostare i debiti al 2014 – proseguono Giorgi e Campolunghi – la sensazione è quella che si voglia solo tentare di migliorare il bilancio 2013 per far bella figura con la città e soprattutto con la Corte dei Conti di Roma per le considerazioni legate al ricorso. Questo modo di procedere è servito a tenere in piedi i vari bilanci consuntivi, spostando sempre al domani ciò che doveva trovare una linea di finanziamento nell’oggi. Noi non possiamo continuare ad assistere inerti a questo modo di amministrare. Ecco perché il nostro non è stato un gesto da irresponsabili, ma, al contrario, di grande responsabilità».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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