«A Marliana Tares aumentata del 200% Nel 2014 si cambi»
MARLIANA. «Come nonresidente (ma proprietario di un piccolo immobile a Marliana) ho letto il comunicato della Giunta comunale marlianese. Non mi permetto di entrare nel dibattito sul mancato taglio
MARLIANA. «Come nonresidente (ma proprietario di un piccolo immobile a Marliana) ho letto il comunicato della Giunta comunale marlianese. Non mi permetto di entrare nel dibattito sul mancato taglio dei costi della politica (a livello comunale). Vorrei solo fare un paio di precisazioni sulla tassazione delle case “non-di residenza”». Inizia così un nuovo intervento sul Imu e Tares a Marliana, inviato da Luca Francioni. «Da come lo si legge – spiega – il problema è malposto: sappiamo che la Giunta ha scelto di applicare alle case non di residenza la massima aliquota Imu consentita dalle leggi nazionali.
Ma, anche se esistono in Italia migliaia di comuni che hanno applicato la più ragionevole aliquota media,oppure una via di mezzo, ovvero ancora -in qualche centinaio di casi- anche aliquote inferiori, al limite questo potrebbe essere ancora accettabile (pur alzandosi notevolmente la tassazione). Quello che invece rende Marliana un comune non “in buona compagnia” con molti altri, è il fatto che - oltre ad aver applicato agli immobili non usati come abitazione con residenza anagrafica il massimo consentito a livello nazionale sull'Imu- si è pure aggiuntivamente deciso di alzare la Tares (per le abitazioni sulle quali non risultano persone residenti) a livelli elevatissimi, creando situazioni pressoché analoghe a comuni come Cortina o Porto Cervo, e rafforzando al massimo la “presunzione sulla carta” (ovviamente fittizia) di presenza di molte persone “virtuali” che producono rifiuti, all'interno di quegli immobili dove -in realtà - nessuno abita per tanti mesi all'anno.
In Toscana si parla in media (benintesto: in questa percentuale si considerano solo gli immobili ad uso civile abitazione, lasciando invece stare i negozi, aziende o immobili destinati ad uso diverso) di un aumento Tares nel 2013 -rispetto alla ex-Tia (o Tarsu) del 2012 - di circa il 12/13% . A Marliana invece (limitandosi a parlare sempre dell' abitativo e non di altro) questi aumenti sono andati anche oltre il 200%. E la situazione non cambia se si considerano i pochi euro pagati simbolicamente per la quota stato: va quasi tutto al Comune».
«Quindi serve a poco – conclude – che adesso,piovute da più parti numerose lamentele per gli irragionevoli aumenti, si cerchi di spostare l'attenzione sul falso problema degli immobili dati in uso a familiari sui quali la Giunta dice che si interverrà (che a Marliana esistono ma sono comunque una categoria numericamente marginale e trascurabile). Pur rimanendo all'interno dei "paletti" previsti dalla normativa nazionale, bisogna che la Tares sugli immobili "abitativi" (o Tari, come sembra dovrebbe chiamarsi nel 2014) sia riparametrata ex-novo in modo da non raggiungere i livelli esorbitanti applicati nel 2013».
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