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Avvisi Ici e Tares In salita la strada per fare il ricorso

Maria Salerno
Avvisi Ici e Tares In salita la strada per fare il ricorso

La parola al tributarista: quasi impraticabile la class action e l’opposizione diventa conveniente solo nei casi estremi

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PESCIA. Ricorso contro gli atti di accertamento Ici e Tarsu? Sono in tanti a volerlo fare, e c’è chi parla, addirittura di una class action dei contribuenti, ossia di un ricorso collettivo da presentare alla commissione tributaria di Pistoia. Un’ipotesi però difficilmente praticabile. Questo il parere del tributarista Stefano Costa Reghini, il quale nei giorni passati aveva sottolineato come il fatto di dover presentare i ricorsi a Cuneo (dove ha sede la concessionaria del servizio di riscossione), rappresentasse una palese violazione del diritto dei cittadini a difendersi.

«Vi è certamente una lesione sostanziale del diritto a difendersi – spiega – dovuto ai costi e al disagio di una sede contenziosa così lontana e alla mancata informativa dell’esperibilità dell’accertamento con adesione, ma i contribuenti prima di presentare i ricorsi dovranno pensarci due volte. La giurisprudenza prevalente purtroppo è sfavorevole. Due sentenze di Cassazione, del 2004 e del 2008, sono concordi nell’affermare che la società incaricata dal Comune (che subentra nei diritti e negli obblighi del Comune verso i contribuenti) è il soggetto legittimato a resistere, e dunque la competenza territoriale è la sua. Un’altra sentenza, della Ctp di Milano del 2007, afferma che quando è delegata la fase accertativa, la competenza è del concessionario. Qualcuno attento mi farà notare che i bollettini sono intestati al Comune di Pescia e perciò Areariscossioni Spa non riscuote, (così non sarebbe un “concessionario della riscossione” e la normativa sul contenzioso rimanderebbe all’ente e quindi a Pistoia). Però va notato che il “concessionario della riscossione” a cui si riferisce questa norma del 1992 è tutt’altra cosa dalla facoltà intervenuta dopo, con una norma del 1997, che consente ai Comuni di affidare l’accertamento e la riscossione dei tributi locali. Inoltre i bollettini sono intestati al Comune, ma il rapporto sostanziale di accertamento e successiva ingiunzione successiva di pagamento, con le relative azioni esecutive, è completamente delegato alla Areariscossioni. Quindi occorrerebbe, per uscirne e evitare i processi a Cuneo, che la Commissione Tributaria di Pistoia, eventualmente investita del contenzioso, cambiando la giurisprudenza prevalente, rilevasse la presenza di qualche carenza nella determinazione dirigenziale e nel relativo contratto di affidamento del Comune che faccia rimanere in capo all’ente la legittimazione processuale. Altrimenti i processi andrebbero poi riassunti a Cuneo, con disagi e costi facilmente immaginabili».

Un percorso però per niente agevole: «Tutto è possibile– continua il tributarista – certamente è una strada da tentare, ma a mio avviso tutt’altro che facile. Il mio consiglio è quindi di fare ricorso solo per casi estremi. Insisto invece a consigliare, dove ciò si renda necessario, ad aprire entro il termine per ricorrere, la procedura di accertamento con adesione, che consente di guadagnare tempo per risolvere le questioni più complesse. La procedura si rende applicabile sia all’Ici che alla Tarsu. Consiglio anche, quando le cifre in gioco sono importanti, di presentare atti di autotutela in via scritta e ben documentati, per dimostrare la diligenza del contribuente ai fini dell’eventuale possibile condanna alle spese della società accertatrice in un futuro contenzioso».

 

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