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Montecatini

la lettera

C’è un caso bocciodromo «Si è perso uno spazio sociale»

C’è un caso bocciodromo «Si è perso uno spazio sociale»

PESCIA. Lettera aperta per difendere un bene di tutta la collettività. È quella che Giovanni Torre, un nostro lettore, dedica al bocciodromo di Calamari: «Con la chiusura, circa 25 anni fa, del...

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PESCIA. Lettera aperta per difendere un bene di tutta la collettività. È quella che Giovanni Torre, un nostro lettore, dedica al bocciodromo di Calamari: «Con la chiusura, circa 25 anni fa, del bocciodromo di Malocchio, fu deciso di trovare un altro impianto nella zona da parte degli ex tesserati di quella società. Con l’allora presidente Bonelli fu scelto di spostare il tutto, con il benestare dell’amministrazione pesciatina,nella zona di Calamari, decentrata dal capoluogo ma sempre meglio di niente. Negli anni la società si era ingrandita e gareggiava alla pari con le altre bocciofile della Valdinievole, poi le sirene dei risparmi nelle iscrizioni fecero sì che molti giocatori si allontanarono in direzione est, Montecatini in primis. Calamari o, meglio, l’amministrazione, non si adeguò ai tempi restando, unico nella zona, con le corsie in terra battuta anziché in manto sintetico».

«La società – prosegue la lettera – si riaffiliò alla Fib e quindi al Coni, questo fino alla fine del 2013. Poi, alla richiesta di un qualche contributo per la sopravvivenza finalizzato al sistema di riscaldamento, il diniego dell’amministrazione che, anzi, ha proposto che si pagasse in futuro un’affitto per una struttura che è aggregante per il sociale. A questo punto il presidente Bocci, con il suo consiglio, ha deciso di rendere le chiavi ai proprietari e fare festa. Peccato non tanto per il movimento agonistico, ma per non aver compreso le finalità, che altre amministrazioni della valle incentivano con un loro contributo. Il centro sociale anziani di Pescia andava spesso a socializzare a Monsummano, non sapendo dell’esistenza di Calamari. Gallicano (comunità montana) si è costruito un signor bocciodromo grazie alla comunità europea, senza costi per il contribuente locale. Capisco, di soldi ce ne sono sempre meno, ma quei pochi andrebbero spesi per gli sport minori».

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