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Si abbassa di 50mila euro il prezzo del cartonificio

Si abbassa di 50mila euro il prezzo del cartonificio

La prima asta, avvenuta il 30 dicembre, è andata deserta. Il 7 marzo è fissata la seconda, con il metodo delle offerte segrete in busta chiusa e senza rilanci

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MONSUMMANO. La prima asta, avvenuta il 30 dicembre, è andata deserta. Il 7 marzo è fissata la seconda, con il metodo delle offerte segrete in busta chiusa e senza rilanci, ma con un prezzo da cui partire già parecchio più basso, da 200 a 150mila euro. Sul tavolo l'intero lotto dell'ex cartonificio Parlanti (realtà produttiva chiusa da circa dieci anni), uno stabilimento formato da un terreno di oltre 5mila metri quadrati attraversato dal torrente Candalla, da un piazzale pavimentato di 800 metri quadri, da un capannone di 680 e da una tettoria di 60. Superfici e capannoni si trovano in località Grotta Parlanti sulla via Francesca Sud, al confine con la Colonna. L'amministrazione, negli anni, seppur con un contributo ex post di 361mila euro arrivato dalla Regione, ha dovuto sborsare bei soldi per rimettere in sesto tutto l'immobile e l'area esterna. Prima circa 155mila euro per opere di messa in sicurezza, stoccaggio e smaltimento dei rifiuti meno ingombranti (liquidi, liquami, fanghi, cisterne, fusti e olio), poi altri 270mila euro tra “servizio di rimozione e smaltimento rifiuti speciali” (affidato con gara d'appalto a un pool di ditte), incarichi esterni di consulenza e acquisto finale. Conclusi gli interventi, era venuta fuori l'idea di restituire il bene alla città come spazio per mercatini e fiere al coperto (che sul territorio non esiste), oppure come parcheggio unito a un'area a verde urbano. I progetti sono però stati quasi subito accantonati fatti due conti con la scarsità di risorse nel bilancio comunale. Da qui la decisione di metterlo in vendita al miglior offerente sebbene, stando al regolamento urbanistico oggi in vigore, sull'ex cartonificio le manovre si limitino alla sola ristrutturazione edilizia, non contemplando per ora espansioni e trasformazioni. Anche se il sindaco Rinaldo Vanni non ha chiuso la porta a eventuali varianti che ne modifichino la destinazione: forse in previsione di nuove abitazioni o di un complesso commerciale con uffici e negozi.

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