Il presidio
Terme, meno personale e i servizi sono al ribasso
Code per l’accettazione a causa degli orari ridotti, accappatoi e fanghi freddi. Albergatori infuriati con la società
MONTECATINI. Lunghe file per una visita medica di “orientamento”, clienti rispediti in albergo causa “tutto esaurito”, accappatoi e fanghi freddi. A poco più di due mesi dall’attivazione dei contratti di solidarietà per i dipendenti delle Terme, il bilancio che ne traggono albergatori e sindacati è impietoso.
In tanti paventavano (e i più maliziosi aspettavano la società al varco) che i problemi più grossi sarebbero sorti con le vacanze di Natale e con il previsto arrivo della clientela russa. E, a detta degli operatori, avevano ragione. «È stato un errore, non giustificabile da esigenze di bilancio». Non usa mezze parole la presidente dell’Apam, Francesca Taddei, che prosegue: «La riduzione degli orari di lavoro inevitabilmente va a incidere sui servizi offerti alle Terme, peraltro in un periodo di alta stagione». Taddei racconta poi di come si sono sviluppate le difficoltà. «Il caos è scoppiato dal 26-27 dicembre, quando sono arrivati tanti russi che, oltre a non avere a disposizione un interprete, hanno dovuto fare file lunghissime anche solo per ricevere una visita medica.
Mi hanno raccontato anche di momenti di rabbia da parte di qualche cliente che ha dovuto rinunciare a fare una terapia per mancanza di personale o di disponibilità negli stabilimenti, visto che l’Excelsior è chiuso il pomeriggio e le Redi riaprono, dopo una pausa di due ore, alle 16». Un effetto boomerang, quello sottolineato dalla Taddei. «Quanto ha risparmiato la società con i contratti di solidarietà? E quanto ha perso, in termini di fatturato, per non aver potuto fornire i servizi richiesti? Senza parlare delle negative ricadute d’immagine per tutta la città. Speriamo solo che la clientela capisca e continui a darci fiducia. Ma per ora la risposta che abbiamo dato loro è stata sicuramente stupida».
È arrabbiatissima, per la situazione creatasi, anche Alessandra Bartolozzi, presidente di Asshotel. «È in atto – dice – un vero e proprio disservizio alle Terme. Ci sono stati clienti che mi hanno parlato di fanghi e accappatoi freddi nei camerini degli stabilimenti, di prestazioni fornite con troppa velocità. Tutto questo non premia certo l’impegno che noi albergatori mettiamo sempre verso l’accoglienza». Sulla stessa lunghezza d’onda anche il vicepresidente (e responsabile per la Valdinievole) di Pistoia Turismo, Andrea Birindelli. «Rischiamo – dice – una sorta di declassamento da parte della nostra clientela. Mi spiego meglio: il sistema alberghi è strettamente collegato a quello termale e un disservizio in uno stabilimento è percepito come un problema esistente in tutta la città. A risentirne è tutta la “piazza Montecatini”, non solo le Terme».
Chi da sempre è contro il ricorso ai contratti di solidarietà per i dipendenti termali (e per questo non ha neanche firmato l’accordo con la società che ha portato alla loro attivazione) è la Fisascat Cisl. «Mi hanno raccontato – dice Aniello Montuolo – storie inconcepibili. So di gente che è dovuta andare via perché non c’era abbastanza personale a lavorare. Fattori che danneggiano la nostra economia e l’immagine di Montecatini. Per questo abbiamo chiesto di incontrare la proprietà, ma sarebbe il caso di coinvolgere anche tutte le associazioni di categoria. È profondamento sbagliato togliere ore di lavoro quando ce n’è più bisogno, come sotto le Feste».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
