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Contro il business park una lista civica in campo

Contro il business park una lista civica in campo

I residenti e i vivaisti che si oppongono all’area industriale contro i tutti i partiti «Cercano consensi negli ambienti che tengono le redini dell’economia locale»

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PESCIA. Qualcuno, già a poche ore dalla notizia della loro possibile discesa in campo, l’ha già ribattezzata come la “Lista dei vivaisti”. In realtà, se davvero il proposito elettorale si tradurrà in realtà, l’eventuale lista rappresenterebbe l’intera comunità a sud di Pescia, fatta sì di molti vivaisti, ma anche di tanti semplici cittadini.

Sono coloro che da anni si battono contro il progetto business park, anglicismo per indicare l’area industriale prevista nelle campagne a sud della città. Un progetto che divide. Da una parte si parla di un ’opportunità di dare nuova occupazione, dall’altra si evidenzia come questa nuova occupazione, per una serie di fattori (crisi generale, solo spostamento di aziende già esistenti e così via) sia tutta da dimostrare, al contrario dei posti sicuri che andrebbero persi nel florovivaismo. E poi tutti gli altri elementi sollevati dai residenti, riunitisi in un comitato: l’antistorico consumo di territorio, la svalutazione degli immobili dell’area, il sottovalutato rischio idrogeologico dell’area.

Preoccupazioni, si sostiene dal comitato, rimaste sinora inascoltate in municipio, dalla maggioranza come dall’opposizione, al punto da non escludere una discesa in campo alle prossime elezioni.

«Sono passati oramai quasi tre anni da quando il Comitato per i Cittadini della Valle del Pescia ha intrapreso il suo cammino in difesa degli abitanti delle aree più a Sud del Comune – si legge nella nota del Comitato stesso – il piano strutturale, pensato dalle amministrazioni che si sono succedute negli ultimi 10 anni alla guida della nostra città, ha trovato la sua approvazione con il sindaco Marchi nei primi mesi del 2012. Si tratta di un testo che ha sicuramente trovato d’accordo la maggior parte della classe politica pesciatina, indipendentemente dal colore della bandiera, preoccupata di trovare consensi negli ambienti che realmente comandano e conducono le redini della vita economica in Valdinievole. Non si sono certo preoccupati dei problemi e dei disagi che così avrebbero causato ai residenti nei territori prescelti per il “sacrificio”, il cosiddetto “business park”. Il confronto che il Comitato ha portato avanti in questi anni sembra non essere ancora noto a tutti coloro che guidano (o, meglio, pensano di guidare) la vita politica della nostra città. Ci sorprende che nonostante i vari incontri, gli articoli, le pressioni e gli incontri avuti con esponenti della maggioranza e dell’opposizione, si continui a trovare una consistente fetta di “politici” pesciatini che si dimostrano “ignoranti” (nel significato etimologico del termine) sull’argomento. Gli abitanti dell’area non si sono sentiti rappresentati nelle sedi istituzionali dagli attuali “delegati “nominati a seguito delle elezioni del 2009. La politica non può tutelare solo gli interessi di una parte di cittadini o di una parte del territorio: deve tutelare gli interessi e le aspettative di tutti».

Da qui la decisione dei residenti dell’area di far sentire la propria voce al mondo politico cittadino, in un un modo o nell’altro, dove quest’alternativa sta a indicare la possibilità di un voto di protesta o, appunto, la costituzione di una lista civica propria, in grado di rappresentare quelle istanze dimenticate da chi siede in consiglio comunale: «Il comitato e i residenti sono convinti della necessità di avere propri rappresentanti, espressione del territorio in questione (business park e dintorni), nel futuro consiglio comunale. Se non ci sarà ascolto da parte della politica pesciatina l’alternativa potrebbe essere: o un voto di protesta o la costituzione di una lista civica con programma e rappresentanti propri».

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