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Un Natale a casa La crisi colpisce le agenzie di viaggio

di Maria Salerno
Un Natale a casa La crisi colpisce le agenzie di viaggio

Nello shopping per le festività a Pescia cresce solo il cibo A essere premiate sono soprattutto le produzioni locali

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PESCIA. Un Natale all’insegna dell’austerità e della prudenza. L'austerità non è certo una novità di quest’anno, è strettamente legata alla crisi, ma a questa si è aggiunta anche la prudenza, quella che ti fa spendere meno anche se qualche soldino da parte c’è e la tredicesima è leggermente più alta di quella del 2012, perché di questi tempi, con la pressione fiscale al 43% non si sa mai.

È questo l'atteggiamento con cui i pesciatini (e non solo) si apprestano a vivere le festività natalizie. Secondo Confcommercio Pescia per ciò che riguarda gli acquisti, la partenza – a inizio mese – è stata calma, ma tutto sommato le previsioni sono quelle di un Natale di tenuta rispetto all'anno scorso. Che, detto in altre parole, vuol dire che non si registreranno né incrementi né decrementi significativi nella spesa, ma solo una forte attenzione nello spendere.

Quest’atteggiamento “prudenziale” dipende principalmente dalla paura del futuro. Un futuro sempre più incerto, per cui meglio giocare d'anticipo. A registrare un forte segno meno è il settore viaggi. «Dal 2008 ogni anno è andata sempre peggio – raccontano dall’agenzia di viaggi Orylandia in piazza Mazzini – ma quest’anno ho registrato un calo devastante, non abbiamo venduto quasi niente, solo 4-5 visite ai tradizionali mercatini di Natale di Trento e Bolzano, per lo più viaggi di un solo giorno dal costo di 55 euro a persona, per i quali l’agenzia guadagna pochi spiccioli».

La crisi sembra avere decretato anche la fine delle vacanze di Natale verso mete esotiche e assolate spiagge tropicali: «In questo periodo avevamo già venduto almeno 10 pacchetti per l’Egitto o i Caraibi con partenza nel periodo tra gennaio e febbraio – prosegue il titolare di Orylandia – quest’anno non ne abbiamo venduto neanche uno. Questo perché anche coloro che la vacanza potrebbero permettersela, anziché spenderli, i soldi preferiscono metterli da parte per i figli, che nel migliore dei casi hanno un lavoro precario oppure sono disoccupati».

L’unico settore, che tutto sommato fa registrare un segno più è quello alimentare. «In quest'ultimo periodo abbiamo incrementato le vendite – segnala Davide Trane, presidente di Coop Pescia – soprattutto nel settore macelleria e freschi».

«Una bella novità, visto che proprio la carne, la frutta e la verdura sono i prodotti, che in tempi di crisi, vengono venduti meno, ma per venire incontro ai consumatori abbiamo puntato molto sulla personalizzazione – spiega Trane – il che vuol dire che prendiamo le ordinazioni dai clienti, proponiamo prodotti sfiziosi e ricercati, ma soprattutto scegliamo carni di qualità superiore e prodotti locali».

Quando girano pochi soldi, infatti, la gente pare essere più ben disposta ad aiutare il produttore locale coi suoi acquisti. «Le castagne e la farina di castagne di Medicina, il pane di Pietrabuona, quello di Collodi non a caso sono tra i prodotti maggiormente gettonati da parte della nostra clientela – conclude Trane – in pochi giorni siamo riusciti a vendere anche 150 stelle di Natale prodotte dagli studenti dell’istituto agrario, un’ulteriore riprova che il prodotto locale piace».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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