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Famiglia intossicata dal monossido Il padre ricoverato in rianimazione

PONTE BUGGIANESE. Poteva essere una strage. L’ennesima provocata dal monossido di carbonio, il gas venefico che si sprigiona dal cattivo funzionamento di caldaie, stufe o camini

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PONTE BUGGIANESE. Poteva essere una strage. L’ennesima provocata dal monossido di carbonio, il gas venefico che si sprigiona dal cattivo funzionamento di caldaie, stufe o camini. E invece la famiglia di Ponte Buggianese (padre, madre e un bambino di dieci anni) è riuscita a salvarsi grazie al fatto che qualcuno si è accorto in tempo di quanto stava accadendo e ha chiamato i soccorsi.

È successo nel cuore della notte in un’abitazione di via del Porrione. Erano circa le 3,30 quando la donna si è svegliata accusando dei malori. Si è accorta che anche il marito e il figlio non stavano bene e ha quindi chiamato il 118.

Nell’abitazione di campagna si sono precipitati i vigili del fuoco del distaccamento di Montecatini e un mezzo della Pubblica Assistenza di Monsummano. I pompieri sono riusciti a portare in fretta all’esterno i componenti della famiglia, che sono stati presi in cura dall’equipaggio dell’ambulanza e trasportati all’ospedale.

L’uomo si trova ora ricoverato in rianimazione al San Jacopo di Pistoia: è cosciente, non è in pericolo di vita ma è sottoposto ai trattamenti previsti per questi casi nella camera iperbarica. Meno serie le condizioni della moglie, anche lei ricoverata a Pistoia, in medicina, mentre il bambino è stato trasferito all’ospedale pediatrico Meyer.

Per comprendere le cause che hanno portato a saturare le camere di monossido di carbonio sono al lavoro i vigili del fuoco.

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