Il presidio
Tares triplicata, già in fuga chi vuole comprare casa
MARLIANA. «Volevo ringraziare la rRedazione per aver dato voce al disagio per gli sproporzionati aumenti dell’imposta sui rifiuti a Marliana». Così esordisce la lettera di un nostro lettore sul caso...
MARLIANA. «Volevo ringraziare la rRedazione per aver dato voce al disagio per gli sproporzionati aumenti dell’imposta sui rifiuti a Marliana». Così esordisce la lettera di un nostro lettore sul caso Tares a Marliana
«Nel mio caso (ho un piccolo appartamento di 50 mq lordi del quale ormai non faccio più uso da tempo, pur non avendo voluto disdettare il contratto dell’acqua e dell’energia elettrica), nel 2012 – scrive ancora il signor Federico – avevo pagato circa 70 euro e –nel 2013- ne devo pagare ben 220 (in pratica una triplicazione, di cui solo poco più di 10 euro vanno alla quota per lo “stato centrale”). Si tenga inoltre presente, unitamente all’aspetto della Tares, che quel Comune ha adottato –anche quest’anno- l’aliquota IMU massima consentita (in base ai parametri della legge nazionale).
«Dato che a Marliana (e, ancor di più in varie frazioni di quel territorio) la maggior parte del patrimonio immobiliare non è costituito da prime case di residenza, viene anche da chiedersi a cosa possa servire il denaro derivante da una triplicazione degli incassi d’imposta. Ferma restando la potestà impositiva riconosciuta ai comuni dalla legge (e il fatto che devono provvedere anche per il trattamento dei rifiuti oltre alla raccolta), la qualità del servizio lascia -tra l’altro - a desiderare. La raccolta dei rifiuti stessi viene svolta con una certa “lentezza”; i cassonetti per la differenziata sono rinvenibili solo in alcuni punti del territorio comunale; da dove ho io questo piccolo immobile al cassonetto più vicino devo percorrere molte centinaia di metri».
Ma le critiche non si fermano certo qui.
«Inoltre il Comune di Marliana si affida al Co.Se.A. (un consorzio intercomunale di comuni dell’appennino pistoiese e bolognese) sia per la parte amministrativa (elaborazione dati, recupero dei mancati pagamenti, etc.) che per gestire alcuni aspetti della parte materiale del servizio. E questo dovrebbe consentire un’ “ottimizzazione” e una notevole compressione dei (già limitati) costi. Il personale (ed i mezzi) impiegati per la raccolta-rifiuti sono –a dir poco- “minimali”. Ma la nuova Giunta ha ugualmente ritenuto di fare questa scelta tariffaria così “estrema”.
«Naturalmente, provare a vendere gli immobili non-direttamente-utilizzati (come residenza anagrafica), è assai arduo: i potenziali compratori giustamente si informano –tra i vari aspetti- anche della fiscalità locale, prima di acquistare, con il risultato –in un mercato immobiliare già abbastanza “ingessato” in generale- che risulta quasi impossibile vendere e anche la “svendita” diventa un’operazione difficile. E dire che, per Marliana, tutto quello che “gira” intorno alle “case di villeggiatura” aveva sempre garantito –soprattutto in passato- un “ritorno” economico anche a livello locale»
Insomma c’è a rischio anche il turismo.
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