Meteo
Parla l’apicoltore: «Da anni siamo vittime del parassita»
PESCIA. Negli ultimi anni la produzione di miele di castagno è notevolmente calata, arrivando a toccare punte del meno 50-60%. Tra le cause preponderanti c'è l'attacco, che le piante hanno subito da...
PESCIA. Negli ultimi anni la produzione di miele di castagno è notevolmente calata, arrivando a toccare punte del meno 50-60%. Tra le cause preponderanti c'è l'attacco, che le piante hanno subito da parte del cinipide, considerato l'insetto più dannoso per il castagno a livello mondiale. Nei giorni scorsi abbiamo raccontati dell’iniziativa nella Valleriana per contrastare quest’insetto. Ma la situazione è davvero così grave? L’abbiamo chiesto a chi, con quest’invasione, deve fare i conti.
«Nonostante, anche quest'anno, si sia registrata una diminuzione nella produzione del miele di castagno, gli anni precedenti sono stati i più funesti – dichiara Rolando Cecconi, apicoltore e rappresentante dell'associazione Toscana Miele sul territorio della Valdinievole – essendo stata un'annata piovosa, infatti, le piante si sono difese bene nonostante l'attacco del parassita, ma prima di quest'anno alla fioritura scarsa causata dagli insetti è seguito un repentino innalzamento delle temperature che ha fatto seccare tutti i fiori». L'influenza di prolungati periodi di siccità, infatti, rappresenta insieme all'attacco del parassita cinese, una causa concomitante nella contrazione della produzione. Ogni femmina di cinipide può deporre fino a 150 uova. In primavera, alla ripresa vegetativa, a causa della presenza delle larve le piante reagiscono con la formazione delle galle, ingrossamenti tondeggianti che possono localizzarsi sui germogli, sulle foglie e sugli amenti.
«Fortunatamente il cinipide ha una sola riproduzione all'anno – spiega Cecconi – altrimenti tutti i nostri castagni sarebbero già secchi. A ogni modo le piante risultano molto indebolite e questo fa sì che producano meno fiori, di conseguenza viene a mancare il nutrimento per le api. Quest'anno ho avuto un melario in meno, in passato anche 3».
Per tentare di porre un argine a quello che rappresenta un danno economico, oltre che per i produttori di castagne, anche per gli apicoltori, proprio la Toscana Miele si è fatta promotrice della lotta biologica al cinipide mediante una raccolta fondi cui hanno aderito associazioni del territorio, proloco, ma anche numerosissimi cittadini. Il record è di San Quirico che è riuscita a raccogliere in poche settimane dai soli cittadini la somma di 1.250 euro, grazie alla quale potranno essere acquistati 5 lanci di Torymus sinensis, l'insetto antagonista che riesce a contenere la proliferazione del baco cinese. Hanno dato, inoltre, il loro contributo alla causa: l'Avis e la Proloco di San Quirico, l'Associazione Sorana per Sorana, l'azienda agrituristica Il Montaione, la Misericordia di Aramo, le Proloco di Castelvecchio, Vellano e Pontito, il Circolo Amici di Medicina e la squadra cinghialai di Castelvecchio. Grazie al contributo di quanti hanno voluto spendersi per la lotta al cinipide potranno essere acquistati 22 lanci. I primi verranno effettuati in primavera.
Maria Salerno
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
