Il presidio
Paura terremoto Per i tecnici le scosse non sono allarmanti
Lo sciame sismico avvertito a Pescia e sulla sua montagna per il Dipartimento prevenzione non è insolito
PESCIA. Parlando di terremoti dare certezze è sempre impossibile ovviamente, ma, al tempo stesso, analizzando i dati geologici e storici, lo sciame sismico che da quasi un mese sta interessando la Svizzera Pesciatina non rappresenta una sorpresa e, di conseguenza, non è di per se stessa motivo di preoccupazione. Questo quanto viene comunicato dal Dipartimento prevenzione sismica della Regione Toscana a proposito del fenomeno che sta interessando Pescia, e in particolare la Valleriana, e preoccupando i suoi abitanti.
«Dal 19 novembre si è attivato un piccolo sciame sismico nell’area a Nord di Pescia – si legge nella nota del Dipartimento – costituito da 4 eventi principali, di cui il più intenso con Magnitudo di 2,4 (lunedì 9 dicembre poco prima delle 4 del mattino ndr). L’area in oggetto è caratterizzata storicamente da una bassa sismicità, con assenza di eventi sismici di intensità significativamente elevata».
Da un punto di vista storico anche forti terremoti avvenuti in zone vicine (a partire dalla Garfagnana, notoriamente terra di scosse), sul territorio pesciatino non hanno prodotto grossi effetti, mentre – guardando sempre al passato – fenomeni come quello rilevato in questi giorni non rappresentano una novità: «L’area di Pescia ha risentito di eventi molto forti accaduti in distretti sismici vicini, ma rilevati localmente con basse intensità (ad esempio il terremoto della Garfagnana del 1920 fu risentito a Pescia con intensità Mercalli pari a 6). Tuttavia, l’area storicamente è sede di accadimento di piccole sequenze sismiche collegate con la riattivazione di strutture tettoniche distensive (ossia faglie) orientate circa NO-SE, la cui attività è da mettere in correlazione con lo stile dell’area, che funge da raccordo tra i distretti sismici di Garfagnana e area fiorentina. L’orientamento della probabile struttura alla base dell’attuale sequenza si correla bene con l’allineamento dei 4 terremoti. Queste strutture geologiche non hanno mai dato, finora, eventi con magnitudo elevata».
«Pertanto – è la sintesi finale del Dipartimento – pur ribadendo l’assoluta impossibilità a fornire previsioni sugli sviluppi futuri della sequenza, non è da escludersi l’accadimento di altri eventi sismici di magnitudo che, sulla base della storia sismica dell’area, dovrebbe essere comparabile a quanto rilevato finora».
Insomma non sono escluse altre (ma lievi) scosse.
«Preme evidenziare – è il commento del sindaco Roberta Marchi – che la sequenza sismica in atto continuerà ad essere attentamente monitorata dagli organi istituzionali ed uffici locali in base alle rispettive competenze. Si ringrazia il Dipartimento prevenzione sismica della Regione Toscana per la sollecita attenzione prestata».
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