Il presidio
Tassa di soggiorno Sui morosi la scure della Corte dei conti
Sarebbero una ventina gli alberghi ancora in arretrato e da Firenze si annuncia un giro di vite per danno erariale
MONTECATINI. Sulla tassa di soggiorno la procura regionale della Corte dei conti comincia a fare sul serio e, se per il momento nessun provvedimento è stato preso per i “morosi” montecatinesi, un serio avvertimento arriva da Firenze, dove è stato citato a giudizio un albergatore che ha omesso di fare i versamenti previsti. La procura ha infatti riconosciuto agli albergatori il ruolo di agenti contabili per la riscossione della tassa: secondo la Corte, pertanto, l’omesso pagamento si configura come danno erariale e ha così aperto un fronte anti-evasione.
Una decisione che potrebbe costituire un “pericoloso” precedente anche per gli operatori di casa nostra. Il numero dei (presunti) “cattivi”, ovvero coloro che mancano all’appello con il versamento della tassa, non è mai stato definito con certezza. Ma la scorsa estate tra le associazioni degli albergatori si ipotizzava circa una sessantina di morosi. Arrivati a fine anno, dopo diversi “tempi supplementari” concessi dall’amministrazione comunale, lettere di sollecito più o meno esplicite e vari ultimatum, il numero sembra essere sceso a “sole” venti strutture ancora non in regola con i pagamenti. Il problema è che ancora parliamo del 2012, mentre per le quattro rate del 2013 (i termini dell’ultima però ancora non sono scaduti) non si sa ancora nulla di certo.
Ma quali sono le motivazioni che spingono un albergatore a non fare i versamenti relativi alla tassa di soggiorno? Le cause possono essere molteplici, ma si possono sostanzialmente dividere in tre gruppi: rendicontazioni sbagliate: mancate riscossioni della tassa dai clienti; rendicontazioni volutamente mai fatte, nonostante la tassa sia stata versata dal turista. Ora, con il provvedimento della Corte dei conti, potrebbe rivoluzionarsi l’attività di recupero da parte degli enti locali, tanto da coinvolgere in pratiche veloci i giudici contabili e far tremare i polsi agli evasori “seriali”. (d.m.)
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