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Montecatini

Cinque stelle sul voto

«Politici in lotta per prendere una fetta del Consorzio»

PONTE BUGGIANESE. «La vicenda dell’elezione dei membri dell’assemblea del nuovo Consorzio di bonifica, una delle tante storie di ordinaria follia italiana»: inizia così l’intervento degli Attivisti

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PONTE BUGGIANESE. «La vicenda dell’elezione dei membri dell’assemblea del nuovo Consorzio di bonifica, una delle tante storie di ordinaria follia italiana»: inizia così l’intervento degli Attivisti a 5 stelle della Valdinievole sulle votazioni consortili del 30 novembre prossimo per un Consorzio «che sta nascendo e che già vede politici in lotta per prenderne una fetta».

«Viene creato un ente per tutelare tutti i cittadini del suo territorio – continua la nota – e già ci dicono che sarà costituito da gente di fuori, da gente in malafede, che non ci tutelerà, che è necessaria la crociata dei paladini sindaci della Valdinievole perché le cose possano funzionare. Eccola la solita follia, e tutti quelli che sapevano si sono ben guardati dall’invitare i cittadini a partecipare. La Regione si è disturbata a fare una lettera in cui ci ricorda di andare a votare.

E quella in cui ci comunicava di poterci candidare? Abbiamo letto che i sindaci si sono mossi “all’ultimo momento per raccogliere la bandiera della difesa del territorio”, ed è diventato il motivo di fondo che ripetono per farci dimenticare che c’è qualcosa che stride nella necessità della presentazione della loro lista. E poi, se i sindaci avevano a cuore il territorio, perché aspettare l’ultimo momento? Dicono di farlo in qualità di cittadini, non come rappresentanti delle amministrazioni locali né come esponenti di un partito. Ora se andiamo sul sito www.urbat.it si può leggere che i Consorzi sono persone giuridiche pubbliche, amministrate da organi democraticamente eletti dai consorziati (qualcuno poi ci spiegherà perché 11 consiglieri su 26 consiglieri sono invece designati) e che va sgombrato il campo dall’equivoco che siano enti locali come i Comuni».

Insomma, per gli Attivisti si dovrebbe seguire la direzione («Più logica e più onesta») del legislatore, quella cioè «di un’assemblea che non sia rappresentativa solo degli amministratori locali, una direzione che dovrebbe dare l’opportunità ai cittadini sia di votare sia di partecipare».

«Quindici sono i contribuenti che dovrebbero sedere in quel consiglio, solo 15 su 26 democraticamente eletti, per gestire l’importo complessivo dei nostri tributi che sommando i tre consorzi originari arriva a circa 30 milioni di euro. È così difficile credere che non dovrebbero essere espressione del solito circolo di persone? È così difficile pensare che a tutelare il territorio possano essere i cittadini?».

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