Morto Luciano Vanni, re del Fossetto
Aveva 54 anni ed un figlio di 8: attendeva un secondo trapianto di midollo per sconfiggere una brutta forma di leucemia
MONSUMMANO. Era il Numero 1, come è stato scritto giustamente nel manifesto funebre. Perchè aveva trasformato una discarica in un’oasi naturalistica. E praticamente tutto da solo, da semplice dipendente della Cmsa, cooperativa mutatori di Montecatini, grande cooperativa edile che aveva in gestione il sito dei rifiuti.
Un numero uno anche nell’affrontare la malattia, che nonostante il suo coraggio e la sua forza alla fine lo hanno stroncato.
Se ne è andato così Luciano Vanni, 54 anni, un figlio di soli 8 anni, Niccolò che ora lo piange. Come lo piange tutta la famiglia in queste calde giornate di fine ottobre.
Luciano era personaggio conosciutissimo a Monsumma- no. Come ricorda il cognato, in lacrime, Vanni era per tutti il “Numero 1” perché aveva trasformato con il suo lavoro e la sua forza di volontà e di trascinamento della gente, la discarica del Fossetto, dove lavorava , nell’oasi della cicogne».
In tanti, in questi anni, hanno partecipato alla Festa delle cicogne. Anche seicento persone in una giornata sola, come si legge nelle cronache degli anni passati del nostro giornale.
E a queste feste Luciano Vanni era sempre presente, sempre attivo. Un autentico protagonista.
Fino allo scorso anno, quando in vacanza in Sardegna fu raggiunto dai primi segnali del terribile male che poi lo ha accompagnato alla fine. La diagnosi fu subito terribile: leucemia mieloide acuta.
Oggi si dice, in maniera più banale, leucemia fulminante, ma a Luciano si riuscì a dare speranza.
«Ma fu un’odissea – ricorda ancora il cognato – perché in Sardegna non c’erano strutture adeguate per curarlo e lui stava sempre peggio. Allora riuscimmo a riportarlo in continente, dove è stato curato. Ce la facemmo con un aereo messo a disposizione dall’Aeronautica militare italiana».
Luciano Vanni, per contrastare questo tumore del sangue aveva subito in questo anno un trapianto di midollo da una delle sorelle.
Purtroppo non era andato tutto per il meglio. O comunque non era stato risolutivo. E allora Vanni, coraggioso verso la malattia come verso la vita, si preparava ad un secondo trapianto di midollo. Nella speranza che la situazione potesse volgere al meglio. Ma al trapianto non c’è arrivato. Le sue condizioni sono rapidamente peggiorate, fino alla fine.
Oltre al figlio Niccolò lascia la moglie Anna Rita, l’ex moglie che gli è stata accanto sempre, le tre sorelle (Grazia, Sabrina e Cristina) e la mamma Clara. Lascia soprattutto una città inebetita, Monsummano, sconvolta per una morte così repentina che ha colpito un uomo così vitale.
I funerali di Luciano Vanni si terranno oggi pomeriggio alle 15,30 nella basilica della Madonna di Fontenuova.
«Credo che ci sarà tantissima gente – ricordano in famiglia – perché Luciano era veramente conosciuto e benvoluto da tutti».
E quanto speriamo anche noi. E forse lo sperano anche le sue amate cicogne.
Che dimostrano, parlando della storia del Fossetto, di quanto conti l’amore per la natura e per il prossimo quando si vuole raggiungere uno scopo.
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