Una lista dei sindaci per salvare il salvabile del Consorzio di Ponte
Tutti i primi cittadini della Valdinievole mobilitati in vista delle elezioni del consiglio del futuro ente di bonifica
Chiuso il tempo dei veleni e delle recriminazioni, consumate sulle pagine del Tirreno e su quelle di social network, è arrivato il tempo del fronte comune. L’obiettivo salvare il salvabile del Consorzio di bonifica del Padule di Fucecchio. Che tradotto in termini pratici significa cercare di mantenere almeno un presidio tecnico sul territorio, per intervenire in caso di necessità. Un’ipotesi per niente scontata, anzi, alla luce di un prevedibile accentramento anche di incarichi, oltre che geografico, in quel di Pisa. Per usare l’espressione del sindaco di Buggiano Daniele Bettarini, particolarmente polemico nei giorni scorsi su Facebook anche verso i vertici del suo partito (il Pd): «Quel che il congresso divide, il Consorzio riunisce».
Il panorama. Motivo del contendere la contestata legge regionale che riunifica i diversi consorzi di bonifica presenti in Toscana in sei grossi enti. Una manovra dettata, ufficialmente, da ragioni di risparmio (anche se a detta di molti restano difficili da vedere tutte queste economie), con il “piccolo” consorzio della Valdinievole chea fine novembre sarà “fagocitato” dal più grande consorzio di Pisa, diventando di fatto il nostro un territorio periferico (con tutto quel che ne potrebbe conseguire). Un riordino che, a detta di tutti, va a colpire proprio un ente, come quello del Padule di Fucecchio, che nell’ultima decade aveva dimostrato un’efficienza insolita per quello che, fino a non molti anni prima, veniva semplicemente definito un “carrozzone”: a fronte di una contribuzione (o tassa del consorzio come veniva semplicemente chiamata) tra le più basse in Toscana e ferma da anni il nostro territorio è riuscito semprea reggere bene agli stessi nubifragi che, appena al di fuori dei confini consortili, hanno provocato tragedie e vittime. Il timore, adesso, non è solo quello di un aumento della tariffa di contribuzione (dato per scontato da tutti), ma anche e soprattutto di un controllo del territorio non più così efficiente, con tutto quel che ne potrà conseguire (soprattutto se a Ponte non rimarrà nemmeno un servizio tecnico). Un patrimonio di esperienza immolato sull’altare di una “riforma di facciata”, come viene giudicata da molti la legge di riordino dei consorzi.
Le recriminazioni. In questo quadro è nata una forte polemica interna al Pd, con accuse ai vertici provinciali di aver voluto tutelare, in questa riforma, il peso del versante pistoiese a discapito del versante valdinievolino, e con accuse ai consiglieri regionali del territorio di aver ignorato gli appelli arrivati dai sindaci della Valdinievole. Documenti inviati ma, evidentemente, mai arrivati a Firenze, ma solo alle redazioni dei giornali, che li hanno pubblicati (inutilmente verrebbe da dire).
Polemiche (quasi) chiuse. Adesso però, dopo le polemiche, si cerca di fare quadrato attorno all’obiettivo di salvare il salvabile. Va in questo senso un lungo documento approvato all’unanimità dal congresso del Pd di Ponte Buggianese, dove pur non mancando critiche agli stessi vertici del Pd (si esprime, infatti, «un giudizio negativo sull’operato della dirigenza politica del partito, che non è stata in grado di svolgere un valido raccordo politico, finalizzato a garantire un’adeguata azione di rappresentanza del territorio») si invitano i vertici locali, i vertici provinciali e gli assessori regionali a sostenere l’iniziativa promossa dai sindaci della Valdinievole. Ed è proprio qui l’ultima novità, nell’iniziativa dei sindaci, “l’arma” estrema cui si affida il territorio per difendersi.
La lista dei sindaci. Ed è proprio questa “l’arma”, ossia la creazione di una lista nella quale si schiereranno (al di la dell’appartenenza partitica) quasi tutti i sindaci della Valdinievole (per essere più precisi tutti tranne uno, la cui identità non è rivelata, ma che sosterrà comunque l’iniziativa) e del territorio ricadente sotto il quasi ex Consorzio del Padule. L’obiettivo è dar vita a una mobilitazione dei contribuenti del territorio al momento del voto per eleggere il consiglio del futuro consorzio pisano, in modo da dare alla Valdinievole una rappresentanza adeguata all’interno dello stesso organismo. Maggiore sarà il numero dei rappresentanti del territorio che fu del Consorzio del Padule, maggiore sarà la possibilità di salvare il salvabile. Intanto gli amministratori locali sono al lavoro per comporre la lista, che dovrà essere presentata entro sabato mattina. parallelamente è partita la mobilitazione che chiama in causa tutti, al di là della propria appartenenza politica, dai contribuenti chiamati al voto ai rappresentati politici del territorio (ad ogni livello e di ogni schieramento) per quella che assomiglia a una battaglia di Davide contro Golia (e, comunque, alla fine, lì vinse Davide).
Luigi Spinosi
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