Il Tirreno

Montecatini

Tagli all’istruzione Sei ore di sostegno contro le 18 previste

di Maria Salerno

Il racconto della madre di una studentessa del Pacinotti Non rispettati i diritti della figlia affetta da sindrome di Down

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PESCIA. In tempi di spending review il numero degli insegnanti di sostegno nella provincia di Pistoia (pari a 516) non raggiunge neppure il rapporto minimo di 1 insegnante ogni 2 alunni (pari a 1167). La longa manus dei tagli, che aveva già ridotto le ore di insegnameno, tocca adesso il tempo riservato alle attività di sostegno, determinando un drastico ridimensionamento delle ore dedicate agli studenti diversamente abili. In alcuni casi, questo ridimensionamento arriva fino al - 67%. È il caso di Claudia (il nome è di fantasia), che frequenta il quarto anno dell’istituto professionale Sismondi-Pacinotti a Pescia. Claudia ha la sindrome di Down e avrebbe diritto per legge a 18 ore settimanali, quest’anno ne svolge appena 6.

«All’inizio dell'anno scolastico una lettera della scuola mi informava che le ore dedicate a mia figlia sarebbero state 14 spiega la madre – in realtà si trattava di un'informazione inesatta, in quanto in realtà mi si voleva comunicare che la classe di Claudia godeva di 14 ore complessive di sostegno per il fatto che sono presenti altri due alunni disabili, pertanto quelle ore non sarebbero state tutte a disposizione di mia figlia, ma condivise coi compagni».

Oltre ad una legge dello Stato (la 104 del ’92) c’è una sentenza della Corte Costituzionale del 2010 a sancire il diritto, per i portatori di disabilità gravi, ad avere un insegnante dedicato secondo il rapporto di 1 a 1 (un insegnate per ogni alunno disabile). Coi tagli, negli anni, quel rapporto che dovrebbe essere di 1 a 1 è diventato prima di 1 a 2, poi di 1 a 3 e adesso si rischia di passare a 1 a 4. Questo produce delle conseguenze molto gravi.

«Claudia ha trascorso la maggiorparte del tempo seduta in classe senza fare nulla, o fuori dalla classe con la bidella – denuncia la madre – per queste ragioni ha perso ogni interesse e motivazione, è diventata svogliata, molto spesso non vuole andare a scuola».

«Il taglio delle ore di sostegno rende difficilmente tutelabile la continuità didattica – spiega Sebastiano Ortu, insegnate con una lunga esperienza nel sostegno – che è indispensabile e fondamentale per i normodotati, ma a maggior ragione lo diventa per i soggetti diversamente abili, che più degli altri hanno necessità di consolidare quanto appreso. Riducendo le ore non si ha più a disposizione il tempo necessario per garantire il diritto costituzionale allo studio e all’integrazione sociale degli alunni svantaggiati che hanno, ad esempio, maggiore necessità di ripetere le nozioni. Il non poterlo fare è per loro assolutamente deleterio».

La mamma di Claudia sta partecipando a un ricorso collettivo, promosso dal Coordinamento scuola pubblica bene comune, per fare in modo che il diritto allo studio della figlia venga tutelato.

Per questo desidera informare tutte le famiglie con soggetti disabili della provincia di Lucca e Pistoia che esiste la possibilità di presentare un ricorso al Tar Toscana (individuale o collettivo), con alte possibilità che lo stesso venga accolto.

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