Al nuovo pronto soccorso lo spazio c’è, il personale no
Oggi alle 13 il reparto dell’emergenza si trasferisce nei locali appena realizzati Ma con lo stesso numero di dipendenti l’ampliamento potrebbe non bastare
Dopo la cerimonia di sabato, da oggi entra in piena attività il nuovo pronto soccorso dell’ospedale Cosma e Damiano. Il momento X sarà alle 13, quando contemporaneamente chiuderà il vecchio pronto soccorso, per aprire, dall’altro lato del parcheggio ambulanze interno, il nuovo.
«La nuova struttura per l’emergenza e urgenza inaugurata sabato scorso– si legge sulla nota dell’Asl 3 – sarà quindi pienamente operativa e funzionante. Tra le novità del nuovo pronto soccorso i percorsi di accesso tra barellati e deambulanti, che sono nettamente separati e saranno opportunamente segnalati al fine di orientare l’utenza che si recherà autonomamente nella struttura. Le altre novità sono l’ampia sala d’aspetto e la postazione di triage, vero snodo organizzativo della struttura e dalla realizzazione di due attese pre-triage e post-triage, con all’interno due ulteriori locali, sempre divisi: uno per i pazienti deambulanti e accompagnatori, e uno per i codici a più alta gravità. Le sale di trattamento sono complessivamente 4, ognuna con due postazioni di visita: due per i codici rossi e le altre due polivalenti per la valutazione e il trattamento dei codici gialli e verdi, che costituiscono l’80% dell’attività di pronto soccorso. Ai codici bianchi e azzurri sono stati dedicati due ambulatori esclusivi dove i sanitari tratteranno le patologie più lievi e la piccola traumatologia. È stato anche realizzato un locale isolato destinato ai pazienti con patologie infettive».
Insomma, la nuova struttura, fisicamente, è eccellente. Ma resta comunque un nodo (già evidenziato in occasione della cerimonia di sabato), e sul quale ancora una risposta chiara, dall’Asl, non è arrivata: quello del personale. Struttura nuova, ma con lo stesso numero di dipendenti della vecchia (dove lo scorso anno sono stati visitati oltre 44mila persone). Una situazione che rischia di rendere inutili i nuovi spazi. Ed è anche questo uno dei motivi (ma non il solo) della mancata partecipazione del Comune di Pescia alla cerimonia, come spiega l’assessore alla sanità Francesco Conforti.
«Non abbiamo partecipato all’inaugurazione del nuovo pronto soccorso per esprimere profondo disaccordo sugli atti di riorganizzazione dei servizi del nostro ospedale, palesemente divergenti dalle linee guida, concordate e condivise a Pistoia nel giugno scorso. Avevamo annunciato che non saremmo stati presenti, così abbiamo fatto e non abbiamo certo cambiato idea nel giro di una mattinata per essere poi presenti in prima fila a tagliare nastri, perché giudichiamo assolutamente insoddisfacenti le rassicurazioni fornite dall’azienda. Se questo è populismo, allora siamo ben lieti di essere populisti, nel rispetto della coerenza e degli impegni presi davanti ai cittadini. In particolare, si è inaugurato il nuovo pronto soccorso, certamente meglio dotato di spazi e tecnologie rispetto al vecchio, ma senza garanzie certe per un adeguato potenziamento del personale. Come si può pensare che il solo personale attualmente presente, a cui deve andare il ringraziamento di tutti per l’encomiabile lavoro svolto finora in condizioni di estremo disagio, possa continuare a gestire da solo l’intera attività di un pronto soccorso tre volte più grande del precedente?».
Poi, il caso pediatria: «Al tempo stesso, dopo lo svilimento di tutto il comparto materno-infantile con la chiusura di pediatria, si è pensato di istituire letti di “osservazione pediatrica” proprio nei locali del nuovo pronto soccorso. Eppure, nelle linee guida concordate si scrive, testualmente che, per questo servizio, “si garantiscono spazi ricavati preferibilmente all’interno dell’attuale reparto pediatria”. Allora come si può prestar fede alle assicurazioni verbali, generiche e fumose, che l’azienda si è affrettata ora a dare, quando non si riesce neppure a mantenere gli impegni scritti e sottoscritti solo 3 mesi fa?».
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