Sicurezza
In cento per lavorare con Babbo Natale
Studenti ma anche tante persone che hanno perso l’impiego al casting tenuto al Syrah per il Villaggio delle feste
MONTECATINI. Alcuni per necessità, altri per semplice divertimento. Il mondo degli “aspiranti” per un posto nello staff del Villaggio di Babbo Natale è piuttosto variegato. Ieri nel primo pomeriggio, al Sirah di viale Quattro Novembre, via al casting per il parco tematico dedicato ai bambini e alle famiglie, che sarà aperto dall’8 novembre al 26 dicembre al Garden Pedicino (zona Ipercoop). Di fronte al direttore creativo Roberto Rongioletti, che insieme a Paolo Grossi (in arte Paolo e il suo Sax) è l’artefice del progetto, sono sfilate un centinaio di persone, adulti, giovani e giovanissimi. Cinquanta di loro saranno scelti e lavoreranno per quasi due mesi non stop, tutti i giorni dalle 10 alle 22. Un’opportunità di impiego temporaneo in campo artistico da non lasciarsi sfuggire, soprattutto di questi tempi. Tanto che un gruppo di animatori è arrivato addirittura da Napoli. Qualcun altro da Livorno, da Prato e da diverse zone della Toscana.
Ci sono cantanti, ballerini, animatori per bambini, studenti e disoccupati. «Io sono un aspirante cantante, sono un idraulico di professione ma per hobby faccio serate e pianobar – racconta Alessandro Orlandini, livornese di 28 anni – sto cercando di emergere in quella che è la mia passione. Faccio le cose che mi divertono, sono un animatore a tutto tondo».
«Nella vita sono da 20 anni supplente precaria in una scuola materna – spiega Susanna Giannini, da Montemurlo – ma il mio sogno è intrattenere i bambini, vorrei che diventasse questa la mia attività principale». Irene e Costanza, invece, hanno 17 e 12 anni (ma, essendo minorenni, non potranno far parte dello staff): «Siamo venute qui per divertirci, per stare insieme, per fare qualcosa di diverso», dicono. Ad aspettare il provino anche alcune ragazze che hanno perso il lavoro. Come Cristina Romoli, 24 anni di Uzzano, che si dice pronta pure «a fare le pulizie». O come Matilde Suzzi, che si candida ad “arredo” del parco o a “corista” natalizia. E Chiara Lupi, cassintegrata di un albergo cittadino, anche lei aspirante cantante. Ci sono molte studentesse. Vittoria Giannelli, ad esempio, 23 anni e un corso di recitazione nel curriculum, si vede «hostess e intrattenitrice agli stand».
Quando gli organizzatori sembravano aver perso le speranze, ecco che arriva all’ultimo tuffo un Babbo Natale già pronto. Un omone grande e grosso, un paio di metri di altezza e con la barba bianca. Il posto è suo. Per gli altri provinati ci sarà da attendere la metà della prossima settimana, lo scouting farà il suo corso.
Ci spera il gruppo storico di Marliana, dieci componenti e tanta voglia di prestarsi come figuranti per il presepe. «Possiamo fare di tutto, travestirci e recitare», affermano Giuseppina Celano e Simonetta Giuliani. Si scoprono delle storie e delle passioni. Le persone si mettono in gioco. E il Villaggio di Babbo Natale ha bisogno di (quasi) tutti loro, nei suoi 3.500 metri quadrati di spazio. Tra elfi, giochi, mercatini, ristorante degli gnomi, pista di pattinaggio, laboratori e attività. L’ingresso sarà gratuito, solo alcune attrazioni saranno a pagamento. E intanto qualcuno avrà un lavoro.
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