Il presidio
Stagionali già in coda per la disoccupazione
Si accorciano i tempi di lavoro nelle strutture turistiche e sin da inizio ottobre in centinaia si presentano agli sportelli del Centro per l’impiego di Monsummano
MONSUMMANO. La crisi anche degli stagionali. Neppure questa forma di occupazione regge più o, comunque, regge sempre di meno. La recessione del settore turistico e alberghiero, quella dei centri estivi che non vengono organizzati, quella delle fiere e dei congressi tira un brutto colpo ai lavoratori a tempo determinato, coloro che vengono impiegati per qualche mese durante i periodi più “caldi” della stagione. Che qui da noi, in Valdinievole, vuol dire turismo, accoglienza, strutture ricettive. Se forse il numero di chi sceglie questa strada (per volere o necessità) non diminuisce di colpo, a diminuire sono la durata dei contratti. E poi le loro modalità, visto che certi contratti a un certo punto si interrompono. E dopo ripartono. A sentire gli addetti del centro per l'impiego di via Lama (che, insieme a quello di Pescia, ha competenza territoriale su tutta la Valdinievole), questa è la situazione che si profila. Perché già in molti, da inizio settimana, si sono presentati all'ufficio di reclutamento cittadino per richiedere l'attivazione dello stato di disoccupazione (pratica che viene svolta al termine del periodo contrattuale): almeno in 300, con i picchi più alti tra lunedì e martedì (un centinaio di persone al giorno, perlopiù giovani). Ci sono state lunghe file, perché il lavoro ha durata minore. Non più fino al 31 di ottobre, come accadeva negli anni scorsi, ma con termine al 30 di settembre. Trenta giorni di meno. Non tutti gli stagionali, beninteso, sono sullo stesso piano. Altri richiederanno la disoccupazione a partire da novembre. Ma in un numero molto più basso rispetto alle stagioni passate. Per tutti questi motivi, il caos a cui si erano abituati gli impiegati della struttura di Monsummano non c'è più. Spicca però un'affluenza più diluita durante l'anno. Altra riflessione. Tantissimi datori di lavoro, infatti, propongono contratti che si arrestano nel bel mezzo dell'attività: con il mese di luglio che rappresenta spesso lo spartiacque tra la prima fase del lavoro e la seconda. E così a inizio luglio diversi giovani (ma non solo) si presentano all'ufficio per compilare la dichiarazione di disoccupazione. Poi ad agosto vengono reinseriti e di questo periodo tornano nuovamente per la disoccupazione. In cifre, siamo nell'ordine della cinquantina. Si forma così un guazzabuglio senza confini precisi. E per nulla positivo. Nel quadro, ci sono pure quei giovanissimi appena usciti dalle superiori che, capito l'andazzo del mercato, subito dopo il diploma si iscrivono alle liste di collocamento e richiedono l'avviamento al lavoro. Un numero in continuo e costante aumento. (lu.si.)
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