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la vicenda della Mep

Pagati gli stipendi di maggio «Ma ora serve un negoziato»

MASSA COZZILE. Da questa settimana sono ripresi i pagamenti degli stipendi arretrati per i dipendenti della Mep, metalmeccanica specializzata in allestimenti ferrotranviari del comparto Breda, con...

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MASSA COZZILE. Da questa settimana sono ripresi i pagamenti degli stipendi arretrati per i dipendenti della Mep, metalmeccanica specializzata in allestimenti ferrotranviari del comparto Breda, con stabilimenti in via Galvani a Massa e in via del Lavoro a Chiesina Uzzanese. Attendono ancora di ricevere il dovuto, però, quella decina di lavoratori inseriti da tempo in cassa integrazione. È un baratro che la cinquantina di maestranze vive dallo scorso maggio, quando l'azienda ha chiuso i rubinetti delle retribuzioni. L'incertezza della vicenda spinge così i sindacati (Fim Cisl, Fiom Cgil e Uglm) a richiedere la convocazione di una task force istituzionale con Comune e provincia, per aprire “un confronto negoziale con l'azienda presso un luogo terzo, dove il territorio possa essere rappresentato a garanzia dei lavoratori e della continuità di impresa, nell'auspicio di poter rasserenare una situazione che anche sotto il profilo industriale oltre a quello economico versa in una grave condizione”. La mobilitazione di operai e amministrativi per veder riconosciuti i loro diritti è partita con uno sciopero a oltranza il 30 agosto scorso. Non sono mancate assemblee e sit-in dimostrativi, oltre a un incontro in sede Assindustria che non ha dato i frutti sperati. In seguito è stato il prefetto di Pistoia Mauro Lubatti a incontrare i soggetti coinvolti e inaugurare una trattativa di mediazione.

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