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Caso Mep, appello Cgil al prefetto «La situazione è ingovernabile»

di Luca Signorini
Caso Mep, appello Cgil al prefetto «La situazione è ingovernabile»

I sindacati preoccupati dal clima di disperazione che si respira tra i dipendenti senza stipendio Lo sciopero va avanti dal 30 agosto e nel frattempo l’azienda avrebbe incassato alcune commesse

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Alla Mep i lavoratori sono pronti a inscenare gesti estremi per veder riconosciuti i loro diritti. Cioè gli stipendi da cassa integrazione che dal maggio scorso non arrivano più.

«Come sindacati non siamo sicuri di poter ancora governare una situazione che è sempre più insostenibile – dice Nicola Riva, segretario provinciale Fiom Cgil, che lancia un appello anche al prefetto di Pistoia – c’è la preoccupazione che qualcuno sia spinto a fare gravi dimostrazioni. Qui in molti sono arrivati alla disperazione». È un baratro senza fine quello che ha colpito i 52 dipendenti della Montaggi elettronici pistoiesi, azienda del comparto Breda specializzata nell'allestimento degli interiors ferrotranviari con sede in via del Lavoro a Chiesina e in via Galvani a Massa Cozzile.

Le maestranze sono in mobilitazione già dal 30 agosto scorso, quando è iniziato lo sciopero totale che, a distanza di quasi un mese (con oggi sono 18 giorni consecutivi a braccia conserte), non si è ancora concluso. Lo stop alla produzione non è servito per persuadere i titolari nel rientrare dagli scoperti delle retribuzioni dovute.

Riprende Riva: «Siamo venuti a sapere che durante la scorsa settimana sono state pagate alcune commesse evase in passato. Continuiamo a non spiegarci l’atteggiamento del datore di lavoro di fronte ai suoi operai e amministrativi, siamo al limite della condizione antisindacale. E non possono chiedere ai dipendenti di tornare in azienda e riprendere l’attività per poter poi essere pagati. L’unico modo che la Mep ha di riacquistare la fiducia è corrispondere a tutti gli arretrati degli ultimi quattro mesi».

Il rischio concreto di intemperanze causate dalla straordinaria emergenza sociale e occupazionale è la minaccia che cresce dopo il fallimento della via diplomatica, comunque tentata: dai sit in e dalle assemblee organizzate nelle scorse settimane a Chiesina e al Cral Breda, all’incontro avvenuto nella sede provinciale di Assindustria. Tutti interventi andati a vuoto.

C’è però un tentativo finale che può, sull'orlo del baratro, risolvere la questione: la mediazione del prefetto Maurizio Manzo. L’ufficiale del governo ha già ricevuto, in due momenti separati, sia i rappresentanti sindacali e dei lavoratori sia, dopo qualche giorno, i titolari della Mep. Adesso, in questa settimana, si attende la convocazione di un incontro congiunto. Nella stanza del prefetto si decideranno le sorti di oltre 50 famiglie del territorio. E delle eventuali ulteriori manifestazioni.

«Stiamo aspettando questo colloquio per vedere se la mediazione avrà dato i suoi frutti, siamo comunque fiduciosi», spiega il sindacalista della Cgil. Altrimenti potrebbero partire vertenze giudiziarie e, cosa più preoccupante, gesti estremi di disperazione.

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