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Caccia allo storno, Cpe minaccia proteste

Caccia allo storno, Cpe minaccia proteste

MONTECATINI. «La Regione Toscana con decreto n. 3614 dell'11 settembre obbliga i cacciatori che praticano la selezione allo storno a procurarsi presso i comuni un nuovo tesserino, dove ci sarà...

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MONTECATINI. «La Regione Toscana con decreto n. 3614 dell'11 settembre obbliga i cacciatori che praticano la selezione allo storno a procurarsi presso i comuni un nuovo tesserino, dove ci sarà annotata la cattura di ogni singolo storno appena lo stesso viene abbattuto, caso contrario ci potrà essere una contravvenzione amministrativa che può arrivare fino a 500 euro. Francamente siamo arrivati all'esasperazione, non ne possiamo più; leggi sempre più stupide che si sommano una sull'altra, senza che ci sia una parvenza di logica». Non una giri di parole Carlo Maltagliati, presidente del Cpe, per contestare questa ultima “novità” piovuta da Firenze. «Tutti sono consapevoli dei danni immensi che gli storni fanno alle colture – prosegue – nonostante questo per poterli abbattere i proprietari di terreni che hanno coltivazioni come uliveti, frutteti e vigneti devono dimostrare che l'anno precedente hanno avuto danni importanti, con una denunzia al comune dove è ubicata la proprietà.Quindi i cacciatori chiamati dai proprietari possono farci un capannino ma l'appostamento deve essere ubicato entro i 100 metri dalle coltivazioni e, stupidità su stupidità, è obbligatorio innalzare uno spauracchio, tipo palloncino, che spaventa gli storni. Ora ci vuole anche un' ulteriore tesserino oltre a quello già in vigore, dove ci si segnava tipo di caccia, qualità animale abbattuto, girono, mese e Atc prescelta. Ora in quel tesserino nuovo segnare ogni volta che ne viene abbattuto uno, altrimenti si incorre in gravi sanzioni pecuniarie; se tutto ciò non bastasse, il provvedimento è del 12 settembre, la caccia apre il 15 settembre, i tesserini li dovrebbero dare i comuni la maggior parte dei quali non ne sa niente. Se le cose seguitano questo andazzo, non ci rimarrà altro che fare delle dure proteste e far capire alle nostre associazioni che l'ora dell' essere comprensivi è finita».

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