Il presidio
Niente stipendi da mesi, sciopero a oltranza alla Mep
Prima manifestazione con presidio davanti ai cancelli della sede di Chiesina. Lavoratori e sindacati chiedono un incontro chiarificatore con Assindustria Pistoia
CHIESINA UZZANESE. La situazione ha raggiunto un limite tale che i lavoratori scelgono la forma di protesta più definitiva: cioè lo sciopero a oltranza. Ieri prima giornata a braccia conserte per i 52 dipendenti della Mep (Montaggi elettronici pistoiesi), azienda dell’indotto Breda specializzata in pannellistica, allestimento e arredamento delle carrozze ferroviarie, con sede in via del Lavoro a Chiesina (stabilimento arredi) e in via Galvani a Massa e Cozzile (stabilimento impianti).
Sempre ieri (sabato) si è svolto anche un presidio generale fuori dai cancelli nella zona industriale di Chiesina (dove si trovano gli uffici amministrativi e quelli del titolare, Marco Iraldi) per i 47 uomini e 5 donne (età media 35 anni) dell’impresa di interiors per veicoli ferrotranviari. Lo stop forzato alla produzione è causato dalla mancata riscossione degli stipendi e delle indennità da cassa integrazione che va avanti dalla fine dell’anno scorso.
«Non abbiamo i soldi neppure per mettere la benzina e arrivare a lavoro», dicono alcuni operai.«Vogliamo dare un segnale politico forte all’azienda e all’associazione degli industriali – spiega Jury Citera, segretario provinciale della Fim Cisl – la situazione è ormai insopportabile per tutti i dipendenti e le loro famiglie, per questo chiediamo l’apertura urgente di un tavolo di confronto con i vertici della Mep e Assindustria Pistoia».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
