Il presidio
Dal torneo a cavallo del 1339 agli arcieri in gara dal 1978
PESCIA. «Nonostante la crisi e l’eliminazione di alcune spese, cercheremo di realizzare una manifestazione degna della tradizione»: con queste parole il segretario della Lega dei Rioni Carlo Bottaini...
PESCIA. «Nonostante la crisi e l’eliminazione di alcune spese, cercheremo di realizzare una manifestazione degna della tradizione»: con queste parole il segretario della Lega dei Rioni Carlo Bottaini ha aperto la conferenza stampa di presentazione del Palio Città di Pescia.
Per la prima volta, quest’anno, la comunicazione della manifestazione è stata affidata ad un’agenzia specializzata, il Logo, con lo scopo di diffondere l’iniziativa anche al di fuori del contesto territoriale.
Il Palio ha un’origine antichissima, la sua celebrazione risale addirittura al 1339 quando Pescia passò sotto il controllo fiorentino e presero via i festeggiamenti in onore di Santa Dorotea, protettrice della città. Da allora, seppur con periodiche interruzioni, furono organizzate per secoli feste popolari e giochi a cavallo.
Nel 1978 con l'intento di far rivivere il nobile passato di Pescia, per la prima volta un comitato decise di proporre un Palio, sostituendo le aste e i cavalli con gli archi e le frecce, anche se a gareggiare sono sempre i quattro storici rioni della città: Ferraia, San Francesco, San Michele e Santa Maria.
Gli stessi rioni menzionati negli statuti comunali a partire già dal 1340.
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