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verso i mondiali

Montecatini e il ciclismo nei pannelli di viale Verdi

Montecatini e il ciclismo nei pannelli di viale Verdi

MONTECATINI. Fiorenzo Magni e Alfredo Martini con la maglia dell’Ac Montecatini, con sullo sfondo lo stesso paese (Montecatini Alto) che si può ammirare voltandosi verso sinistra. Eddy Merckx che, in...

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MONTECATINI. Fiorenzo Magni e Alfredo Martini con la maglia dell’Ac Montecatini, con sullo sfondo lo stesso paese (Montecatini Alto) che si può ammirare voltandosi verso sinistra. Eddy Merckx che, in sella alla sua bici, sta per partire da dentro il Tettuccio, durante una cronometro di un Giro d’Italia di tanti anni fa. E sempre il Tettuccio, ma stavolta la sua facciata esterna, fa da sfondo a una bella foto di Jacques Anquetil. E, ancora, Fausto Coppi, Gino Bartali, Cadel Evans... Scene dal ciclismo di alto livello passato, nel corso di quasi un secolo, da Montecatini, scatti che rappresentano solo una parte dell’immenso archivio fotografico dello studio Rosellini e che sono diventati, da testimonianza storica, un modo di fare promozione per gli ormai imminenti mondiali di ciclismo.

Quelle foto sono diventate dei pannelli che da ieri mattina (a un mese e un giorno dal via delle corse iridate) sono stati allestiti in viale Verdi, esattamente davanti al Comune.

Un messaggio impossibile da non cogliere per chi si trova a passare da qui: quello del legame storico tra la città, e in più in generale la Valdinievole, e il ciclismo.

Un legame fatto di personaggi, come Magni e Martini appunto, che fecero i primi passi, anzi, le prime pedalate, indossando la casacca dell’Associazione Ciclistica Montecatini. Oppure i tanti campioni che hanno fatto della Valdinievole la loro casa.Alcuni perché ci son nati, basti pensare a EzioCecchi, MarcoGiovannetti, Riccardo Magrini o Andrea Tafi, molti altri perché si sono innamorati di questi luoghi, decidendo di “farsi adottare” (basti pensare al danese Rolf Sorensen o a uno dei favoriti di questo mondiale, ossia Vincenzo Nibali).

Un legame fatto anche di grandi eventi, come le 12 volte che il giro d’Italia ha attraversato la città.

Ma è soprattutto un legame fatto di passione, di tanti praticanti di ogni età, di società sportive.

Ecco, quei cartelloni in fondo stanno a rappresentare proprio questo, a spiegare perché il ciclismo, con questi mondiali, è in un certo senso “tornato a casa”.

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