Il Tirreno

Montecatini

Lavori ai cimiteri, non a Castelvecchio

di Maria Salerno
Lavori ai cimiteri, non a Castelvecchio

Il paese chiede l’ampliamento. Intanto la famiglia di un 58enne si è vista rifiutare la sepoltura al proprio caro

2 MINUTI DI LETTURA





PESCIA. Alla fine, in questo singolo caso, il rifiuto alla sepoltura era – regolamenti alla mano – giustificato. Ma l’episodio dell’uomo di 58 anni, originario di Castelvecchio, che non ha trovato posto nel camposanto del paese ha risollevato la questione degli spazi cimiteriali nel paese della Svizzera Pesciatina. In questo caso il rifiuto però ha un’altra motivazione, l’uomo deceduto era sì originario di Castelvecchio, ma non vi viveva più ed era residente in un altro comune (San Giuliano), e questo sulla base del regolamento cimiteriale è motivo di diniego alla sepoltura.

Però la mancanza di posti al cimitero resta una realtà, un pensiero che per molti anziani sta trasformandosi in un’ossessione, al punto da indurli a ipotizzare anticipi di denaro al Comune per l’acquisto dei loculi a forno, con cui finanziare l’allargamento dello stesso cimitero. Così, secondo i residenti, l’allargamento del cimitero potrebbe rappresentare un’operazione quasi a costo zero, se solo il Comune si attenesse a quelle da loro stessi individuate come “soluzioni ideali”. Ad esempio si potrebbero espropriare i terreni incolti che sorgono poco distanti dal camposanto.«Si fa presto a dire espropriare – replica Oliviero Franceschi, vicesindaco con delega alla Montagna – ma non è certo un’operazione semplice e poi, a parer mio, a Castelvecchio non c’è nessuna situazione di emergenza, niente che non possa essere risolto con periodiche esumazioni. A Stiappa, ad esempio, stiamo procedendo con delle esumazioni preventive per evitare di dovervi ricorrere al bisogno».

Ma questa viene vista come una soluzione tampone dai residenti, scontenti della situazione. Basti ricordare l’emblematico episodio verificatosi qualche mese fa, con una famiglia di Castelvecchio costretta a dare sepoltura al proprio caro nel vicino cimitero di San Quirico. A poco sembra essere valso l’impegno dell'Amministrazione a trasferire la salma dell’estinto a Castelvecchio, non appesa le mutate condizioni lo avrebbero reso possibile, resta il fatto che chi ha vissuto un’intera vita a Castelvecchio vuole trovare l’eterno riposo proprio lì, poco distante dalla Pieve Romanica.

In realtà, proprio la presenza di quella Pieve rende ancora più difficile il piano di allargamento, visto che l’intera area è sottoposta al vincolo della Soprintendenza ai Beni Culturali: «Ad ogni modo l’allargamento del cimitero di Castelvecchio andrebbe inserito all’interno di un più organico piano regolatore dei cimiteri, della cui realizzazione è stato incaricato il Cosea – puntualizza Franceschi – in grado di tener conto delle esigenze reali di ogni territorio».

Intanto però, non più tardi di un mese, fa la giunta comunale ha approvato lavori di ampliamento per i cimiteri di Pescia, Collodi, Veneri e Pietrabuona per un importo complessivo di 350mila euro, ma Castelvecchio dovrà aspettare ancora.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera