Il Tirreno

Montecatini

La coca costa troppo, torna l’eroina

di Corrado Benzio
La coca costa troppo, torna l’eroina

Presa coppia di spacciatori che riforniva il mercato della stazione. In casa anche una Beretta con matricola abrasa

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MONTECATINI. La cocaina resta la droga dei ricchi e così a Montecatini sta tornando di moda l’eroina.

Se una dose di polvere (buona qualità in genere) può costare fino a 80 euro, per una dose di eroina (magari supertagliata) si può scendere fino a 35 euro. Una bella differenza: lo sballo è comunque assicurato e costa meno del 50%.

Per questo l’eroina – che si può anche fumare – è tornata ad essere spacciata sulla piazza di Montecatini. In particolare dalle parti di piazzale Italia, ovvero alla stazione ferroviaria.

E per questo i carabinieri hanno arrestato tempo fa un 42enne di Montecatini che aveva ero in tasca e si preparava a spacciarla.

Ma i controlli in zona stazione hanno fruttato ben altri risultati. Dopo avere fatto piazza pulita dello spaccio in centro, i carabinieri si sono accorti che alcuni tossici locale andavano a rifornirsi fuori dal centro, anzi molto fuori dal centro.

Pedinandoli, con la dovuta discrezione, gli uomini dell’Arma sono arrivati ad una villetta di Castelfranco di Sotto. Siamo in provincia di Pisa, ma in realtà la casa si trova non lontana da Chiesina Uzzanese, insomma facilmente raggiungibile da tutta la Valdinievole.

Fatta irruzione, i carabinieri hanno trovato quello che sospettavano. Una coppia, giovanissima che spacciava droga. Anzi per evitare guai per se e per i giovani consumatori, permettevano a loro di farsi in casa.

La coppia è formata da un ragazzo di 25 anni di Altopascio e dalla ragazza, solo 20enne, di Pescia.

Nella casa di Castelfranco hanno trovato 98 grammi di eroina, un grammo e mezzo di marjuana. In più c’erano due bilancini di precisione e 110 euro in contanti. I carabinieri presumono che siano soldi incassati dopo lo spaccio.

Ma quello che ha più colpito gli uomini dell’Arma è la scoperta che nascosta in un cassetto ci fosse una pistola Beretta calibro 7,65 con caricatore da 8 colpi. La Beretta aveva la matricola abrasa, per non far riconoscere la provenienza.

Una pistola del genere non dovrebbe essere in dotazione di un piccolo spacciatore. Se non forse per minacciare chi non paga le dosi, siano consumatori o «cavallini».

«Me l’hanno data in questi giorni, ma giusto per custodirla» si è giustificato il ragazzo di fronte ai carabinieri. Una scusa come un’altra. Di certo il giovane ha sgravato di ogni accusa la fidanzata, rispetto soprattutto alla presenza della 7,65.

Tutta la complessa azione di indagine è stata girata alla procura della Repubblica di Pisa. Che ha ordinato l’arresto del ragazzo (finito in carcere a Pisa), mentre per la donna – giovanissima – sono scattati gli arresti domiciliari. Visto che la sua posizione era meno pesante. Da segnalare che entrambi sono incensurati, anche se non sconosciuti – almeno il ragazzo – alle forze dell’ordine.

Con questi tre arresti (se ci aggiungiamo quello di poche settimane fa in stazione) il mercato dell’eroina – secondo i carabinieri di Montecatini – dovrebbe essere debellato.

«Soprattutto da quando abbiamo serrato i controlli sulle due stazioni ferroviarie – ha spiegato il capitano Vellucci – lo spaccio di droga, soprattutto eroina ed erba , è molto calato».

Ora i carabinieri, insieme ai colleghi di Pisa, stanno lavorando per capire da dove arrivava la droga trovata nella villetta di Castelfranco di Sotto.

Insomma se rispetto al commerciante al minuto ci sia un’organizzazione forte oppure no. L’Arma al riguardo ci va molto cauta.Per i tre arrestati, seppure collegati fra loro, non scatterà – almeno per il momento – la pesantissima accusa di associazione a delinquereai fini dello spaccio di stupefacenti.Si vuole capire bene i contorni del giro. Anche la figura dei due arrestati (giovanissimi e praticamente al primo intoppo nella legge) non è vista come la classica coppia di spacciatori senza scrupoli. E al tempo stesso, però, inquieta la presenza della pistola. Un’arma – in particolare i quel tipo – significa comunque immaginare un salto di qualità nel mondo del crimine. Da qui un filone di indagine che è partito per arrivare a capire da quali ambienti è saltata fuori la pistola «senza identità».

Insomma dietro la villetta di Castelfranco ci possono essere tanti misteri. L’unica sicurezza è che non c’è più solo la coca in giro. Quella polvere zero zero zero – come scrive Roberto Saviano– che fa girare il mondo. Di sicuro da noi fa girare il mondo del sesso a pagamento e dei giovani troppo annoiati per essere definiti «bene».

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