Il Tirreno

Montecatini

La sagra del panino non è autoctona ma piace a tutti

di Elisa Pacini

A Castelvecchio anche i ristoratori sono d’accordo con la manifestazione organizzata dalla Misericordia

4 MINUTI DI LETTURA





PESCIA. La guerra tra sagre e ristoranti è ormai un appuntamento fisso dell’estate, quasi come i gavettoni o il bagno a mezzanotte a Ferragosto. Soprattutto da quando la crisi economica, ha sostanzialmente ridotto il giro d’affari degli esercizi commerciali e le feste paesane, diventando l’ancora di svago per i più, sono accusate di rubare clienti a ristoranti e pizzerie. In provincia di Pistoia, dove la battaglia è datata anni e la Confesercenti ha anche proposto una legge perché la Regione regoli soprattutto quelle sagre sparse dalla montagna alla piana dove la tipicità dei prodotti latita, sembra esserci un’isola felice. E’ l’incantato borgo di Castelvecchio di Pescia, arroccato sulle colline della Valleriana nella Svizzera Pesciatina, dove domenica prossima 18 agosto tornerà la sagra del panino col prosciutto. Dalle 16 in poi, nella piazza del paese verranno distribuite decine e decine di panini per la gioia dei golosi. Sono gli stessi organizzatori della Misericordia di Castelvecchio a dire sinceramente che “non esiste un vero legame” con il territorio e il più classico degli spuntini toscani, ma visto che la sagra è arrivata alla 46° edizione- grazie alla grande partecipazione della gente- ormai si può parlare di tradizione acquisita. Anche perché la sagra del panino con il prosciutto è soprattutto un pretesto per far festa e animare una vallata che si compone da paesini che sembrano magicamente sospesi nel tempo, ma che in verità sono ormai sempre più spopolati di persone e di servizi. “Inizialmente la sagra è stata un’idea della Pro Loco- spiega Anselmo Flori, segretario della Misericordia di Castelvecchio- ma la tradizione l’abbiamo ripresa noi della Misericordia, visto che siamo l’unica associazione presente sul territorio. E’ vero che il panino al prosciutto non è tipico solo di queste zone, ma allora cosa mi dite della sagra del crostino o dell’uovo sodo che pur esistono nella nostra provincia?”. Il ragionamento del signor Flori non fa una piega e poi a Castelvecchio tutti aspettano la sagra del panino- oltre al prosciutto, si possono gustare anche quelli con la salsiccia e le bruschetta con l’olio questo sì delle colline pesciatine- per vedere popolare le stradine del borgo fino alla bellissima Pieve Romanica. Molti visitatori prendono la giornata come una gita fuori porta, salendo in collina dalla mattina e mangiando in uno dei ristoranti della zona per poi divertirsi nel pomeriggio con la sagra che porterà in piazza anche musica e giochi per bambini. I primi fans sono proprio i ristoratori visto che, sulla locandina, appaiono alcuni “sponsor” locali e ci sono proprio le principali trattorie della valle (La Pieve, Montaione, Da Sandrino, Da Carla). “I rapporti con i ristoranti sono ottimi- dice Flori- come Misericordia, ogni anno facciamo a turno in un locale diverso la nostra cena sociale e molti di loro sono legati alle nostre attività. Anche perché ormai in questi paesi, da Castelvecchio a San Quirico a Sorana, non c’è rimasto nulla e molti anziani si trovano in difficoltà perché mancano anche i servizi essenziali. Solo a Castelvecchio è rimasta una botteghina, negli altri paesi non c’è niente. Non c’è più nemmeno l’ufficio postale e così con i nostri volontari diamo una mano a chi non può andare a Pescia per prendere le medicine o i referti delle analisi. Per l’autunno stiamo pensando anche ad un servizio di accompagnamento per fare la spesa, perché qui la “corriera” passa solo la mattina presto e la sera tardi. Siamo dimenticati da tutti”. Insomma la sagra non è solo un modo per racimolare qualche soldo per le attività della Misericordia ma anche per rivitalizzare il paese che conta poco meno di 200 residenti ma che in estate vede tanti ex abitanti tornare nelle case d’origine e, soprattutto, piace molto agli stranieri. “A Castelvecchio arrivano molti inglesi- continua il signor Flori- mentre a Stiappa ci sono diversi francesi”. Famiglie biondissime che se ne vanno in bici ad ammirare l’itinerario dei dieci castelli della Svizzera Pesciatina, magari sconosciuto a molti abitanti della provincia di Pistoia, e nelle soste non disdegnano una bella merenda a base di pane e prosciutto. Come dargli torto.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web