Il presidio
«Mi hai distrutto lo specchietto» ma è solo una truffa
Anche a Monsummano tentativi di estorcere denaro Occhio a una Fiat Punto grigia: gli incidenti sono inventati
MONSUMMANO. Il trucco è vecchio, ma evidentemente qualcuno che ci casca ancora c’è, visto che nei giorni scorsi in città sono stati segnalati diversi tentativi di metterlo a segno. Stiamo parlando del cosiddetto “trucco dello specchietto”, ossia la simulazione di un incidente (che in realtà non c’è mai stato), per farsi rimborsare i soldi del danno. Nella fattispecie la rottura di uno specchietto. Il “sistema classico” prevede anche la simulazione di un contatto: quando l’auto della vittima sta sorpassando quella dei truffatori, questi colpiscono la carrozzeria della vettura in fase di sorpasso (in modo da provocare un rumore che poi rafforzerà la loro versione dei fatti); quindi da dietro iniziano a fare segno con i fanali per far fermare l’automobilista da truffare. A quel punto si presentano dalla vittima, accusandolo di aver danneggiato il loro specchietto (che in realtà era già rotto). Di solito lo fanno con tono conciliante, invitando la vittima a rimborsare il danno (100 o 200 euro la somma solitamente richiesta) senza stare “a mettere in mezzo le assicurazioni”, talvolta contando anche su un complice che, spacciandosi per un passante, testimonia a favore del truffatore.
La stessa scena (ma senza la variante del colpo simulato né la presenza del passante/complice nelle testimonianze raccolte) nei giorni scorsi, si è ripetuta per le vie del centro e sulla circonvallazione di Monsummano. Protagonista una coppia di persone su una Fiat Punto grigio metallizzata, che ha tentato la truffa in almeno tre circostanze, nella giornata di sabato.
Botta e testimone (falso) a parte il copione era era sempre lo stesso: l’auto veniva fatta fermare a suon di segni con i fari dalla Punto che inseguiva, e, dalla Fiat, scendeva un uomo con lo specchietto rotto in mano, pretendendo di essere rimborsato. Tentativi che sono andati a vuoto, almeno nei casi segnalati. È bastata la minaccia di chiamare i carabinieri che, improvvisamente, la Fiat Punto si è dileguata assieme ai suoi occupanti. Ma a segnalare la cosa sono stati coloro che conoscevano questo genere di truffa, e non è quindi dato di sapere quanti colpi, alla fine della giornata, avessero messo a segno i truffatori, visto che le loro vittime ignorano di essere state ingannate.
In ogni caso, indipendentemente dal modello di macchina (sabato scorso era una Fiat Punto, ma i truffatori tendono a utilizzare sempre vetture diverse), le cose da fare in simili circostanze sono sempre le stesse: non pagare e chiamare i carabinieri. A quel punto, c’è da scommetterci, il “povero automobilista danneggiato” non solo non pretenderà più i vostri soldi, ma andrà via in tutta fretta. A quel punto non dimenticate di prendere il numero di targa e di segnalarlo alle forze dell’ordine.
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