Il presidio
Rette più alte? Il Comune dice sì ma chiede misura
PESCIA. C’è grande subbuglio dopo la pubblicazione degli aumenti (anche del 30%) delle rette del San Domenico di Pescia. Sulla vicenda c’è un intervento da parte dell’amministrazione comunale di...
PESCIA. C’è grande subbuglio dopo la pubblicazione degli aumenti (anche del 30%) delle rette del San Domenico di Pescia.
Sulla vicenda c’è un intervento da parte dell’amministrazione comunale di Pescia.
« In merito al l’aumento delle rette programmato al San Domenico , vogliamo precisare alcuni punti. Innanzitutto – scrive l’assessore Conforti –il Comune di Pescia nomina il consiglio di amministrazione del San Domenico con rappresentanza di tutte le forze politiche, di maggioranza e di minoranza, ma in ogni caso il San Domenico non è una struttura dipendente del Comune bensì una Azienda pubblica per i servizi alla persona.
« In tale struttura si inseriscono persone bisognose di assistenza, tramite i servizi sociali o privatamente. Per gli ospiti che non possono pagare la quota di ricovero, inseriti tramite i servizi sociali, attraverso l’ente gestore Società della salute, la quota stessa viene integrata con i fondi che il Comune ha trasferito alla SDS.
« Per gli ospiti inseriti privatamente, invece, la retta deve essere corrisposta dal paziente e/o i familiari. Infine se sussiste una condizione di non autosufficienza, si prevede una quota sanitaria che è esclusivamente di competenza della ASL.
«Il Comune vigila sulla gestione economica dell’ente con obbligo di valutazione della rendicontazione annuale del bilancio e può intervenire con azioni politiche di indirizzo per una migliore attività della struttura».
Su questo fronte l’assessore alla salute dottor Conforti ricorda «che l’amministrazione comunale ha provveduto a realizzare una strada, fruibile per i casi di emergenza dai mezzi di soccorso, fondamentale per la messa in sicurezza della struttura».
Ma il problema delle rette? Nel documento non se ne parla ancora.
« Inoltre l’Amministrazione – continua il comunicato arrivato ieri al Tirreno – ha firmato nel mese di Luglio un documento per l’agibilità del San Domenico che altrimenti sarebbe ancora in discussione e si sta adoperando per la realizzazione di progetti, come i letti di cure intermedie, che possono dare respiro alle economie asfittiche della struttura. Negli incontri con il CDA del San Domenico, abbiamo esaminato diverse ipotesi di sostegno.
«Fra queste anche l’ipotesi di un aumento delle rette, ma certo non nei termini né nei modi indiscriminati poi prospettati, raccomandando anzi sempre la valutazione di ogni singolo caso, nel rispetto delle condizioni economiche di ogni gruppo familiare, che dovrebbe farsi poi carico degli aumenti.
«Queste valutazioni – conclude Francesco Conforti – appaiono assolutamente imprescindibili, oggi, nel pieno di una crisi economica che colpisce sempre più pesante e che, se non attentamente valutata, rischierebbe di danneggiare ancora di più il San Domenico svuotandolo di ospiti, dirottati verso altre strutture o soluzioni più sostenibili».
Insomma aumenti sì, ma sostenibili da parte degli utenti. Ma anche lì la questione non è mai facile. Quanto può sostenere una famiglia nel ricoverare il suo caro in una struttura pubblica?
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