Il presidio
Montecatini, ex palazzo Sip trasformato in albergo per i rom
Giacigli per la notte sotto il porticato dietro l’ingresso, a cui si accede dal cancello lasciato aperto
MONTECATINI. La storia degli edifici, dei palazzi e delle ville abbandonati a Montecatini meriterebbe un libro. E quella dell’ex sede della Sip, poi Telecom Italia, in via Manin, è emblematica: una struttura enorme, praticamente a due passi dal centro, di fronte a un luogo molto frequentato come la Società di soccorso pubblico, completamente disabitata. Anzi, a dire la verità qualcuno che ci abita ci sarebbe: sono alcuni dei rom che gravitano nella zona della vicina stazione di piazza Gramsci, o nelle strade dello shopping, o sul sagrato della basilica di Santa Maria Assunta, perennemente a caccia di turisti o residenti per qualche monetina. Basta affacciarsi sul lato sinistro dell’edifico per notare subito alcuni giacigli sistemati sotto un ampio porticato. Cartoni stesi per terra, coperte gettate sopra, sacchetti con qualche oggetto personale, scarpe riposte appaiate come in una qualsiasi camera da letto.
Una situazione, questa, non nuova: già una decina di giorni fa il Comune aveva dato disposizione che i giacigli improvvisati fossero rimossi. Ma tant’è: se è stato fatto, sono stati prontamente sostituiti. Del resto per chi non ha un tetto è una postazione troppo comoda, una specie di “casa” propria con tanto di cancello d’ingresso (che dovrebbe essere chiuso ma basta una spinta e si accede facilmente).
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