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Si schianta in moto contro un’auto

Si schianta in moto contro un’auto

Tragica fine di un artigiano di 55 anni nella notte a Lamporecchio. Il figlio accorso poco dopo sulla scena dell’incidente

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LAMPORECCHIO. Francesco era al bar “Le Iene”, alla Coop. Insieme ai suoi amici, ventenni come lui, tirava tardi nella calda notte del primo di agosto. Il suono delle sirene li ha incuriositi e preoccupati al tempo stesso: a Lamporecchio, all’1,30, non succede spesso di sentir passare ambulanze. Così i ragazzi sono andati a vedere cosa era successo. Arrivati in via da Vinci, poco fuori del centro del paese, hanno notato una Panda ferma all’incrocio e una moto per terra, più in là. E il corpo di un uomo addossato al muretto di recinzione di una casa, con i sanitari e i paramedici del Soccorso pubblico di Larciano impegnati nelle tecniche di rianimazione. Francesco ha avuto un tuffo al cuore quando lo ha riconosciuto: quell’uomo era suo padre. Scene di straziante dolore quando si è avuto la conferma che per il motociclista non c’era più nulla da fare.

In via da Vinci si sono precipitati anche i carabinieri di Lamporecchio, per i rilievi. Secondo una prima ricostruzione Claudio Gori, 55 anni, stava percorrendo la via da Vinci diretto verso casa, in via Borgano. In senso contrario proveniva una Panda con un giovane alla guida (rimasto illeso dopo lo scontro) che all’incrocio con via Meucci avrebbe svoltato a sinistra. Il conducente della moto Guzzi Nevada, nonostante il tentativo, non è riuscito a evitare l’impatto contro la rota posteriore dell’utilitaria. Inevitabile il volo di diversi metri, con la pesante ricaduta del corpo contro un muretto di cemento. Un impatto terribile, che non ha lasciato scampo al centauro. Allo strazio del figlio per la tragica scomparsa del padre si è aggiunto poco più tardi quello della moglie Manuela, avvertita di quanto era successo.

Una famiglia sfortunata e segnata da gravi lutti quella di Claudio Gori. Un paio di anni fa un infarto si era portato via il fratello minore, Giovanni, che lavorava con lui come piastrellista. E dopo pochi mesi è deceduto anche il padre dei due fratelli. Ora questo ennesimo colpo, forse il più duro e il più difficile da sopportare per come si è verificato. E che ieri ha lasciato sbigottita tutta Lamporecchio, un piccolo paese dove tutti si conoscono e dove Claudio era conosciuto e stimato da tutti. Ieri pomeriggio anche il sindaco Giuseppe Chiaramonte si è recato a fare visita alla vedova e ai familiari.

Passando per via da Vinci faceva impressione il mazzo di fiori lasciato dal figlio Francesco appoggiato alla ringhiera del muretto di cinta dove Claudio ha esalato il suo ultimo respiro. “Ciao babbo”, c’è scritto sul nastro bianco. La salma intanto nella notte era stata portata nella camera mortuaria del nuovo ospedale San Jacopo di Pistoia. Si attende il nulla osta del magistrato prima di poterla accompagnare nell’ultimo viaggio verso Lamporecchio.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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