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Va meglio solo agli alberghi, e non a tutti
Tariffe ritoccate verso l’alto per quasi tutte le categorie, si salvano solo gli hotel purché con il ristorante all’interno
MONTECATINI. Un paio di settimane fa le tariffe della Tares (il nuovo tributo sulla raccolta e lo smaltimento dei rifiuti) furono bloccate in dirittura d’arrivo poche ore prima di varcare la soglia della sala consiliare. Dopo una mezza “rivoluzione” da parte delle associazioni, che lamentavano il fatto di non essere state minimamente coinvolte nella stesura del regolamento e delle stesse tariffe, l’amministrazione preferì prendere tempo. E ieri sera, dopo un passaggio in cui l’assessore alle attività produttive Fabio Tosi ha cercato di indorare la pillola spiegandone la filosofia alle categorie economiche, la Tares è finalmente approdata in consiglio comunale per la sua definitiva approvazione.
E non mancano le sorprese, con la maggior parte delle categorie produttive che vedono ulteriormente crescere la propria tariffa e con gli alberghi che si presentano con un “doppio senso di marcia” a seconda che abbiano o meno un ristorante interno. Ma scendiamo nel dettaglio.
Al top delle trenta categorie troviamo, come nella prima versione, le attività di ortofrutta, pescherie, fiori e piante e pizza al taglio. Una fascia quanto mai disomogenea, ma che ha come comune denominatore il fatto di essere la potenziale maggior produttrice di rifiuti. Qui si passa dai 14,35 euro al metro quadrato previsto dal primo documento agli attuali 16,34 (praticamente un incremento di 2 euro al mq) Seguono, in ordine decrescente (per fare alcuni esempi: per l’elenco completo si veda l’articolo a fianco): bar, caffè, pasticcerie, ristoranti, trattorie, osterie, pizzerie e pub (da 13,30 euro al mq a 15,15); mense, birrerie e “amburgherie” (da 13,03 a 15,15); banchi di mercato di generi alimentari (da 11,77 a 13,39); supermercati, pane e pasta, macelleria, salumi e formaggi, generi alimentari (da 7,12 a 8,52); ipermercati di generi misti (da 6,43 a 7,32); plurilicenze alimentari o miste (da 6,38 a 7,26).
E, ancora, alberghi con ristorante (e qui si va in controtendenza scendendo da 5,13 a 4,55); uffici, agenzie, studi professionali (da 4,73 a 5,38); negozi abbigliamento, calzature, libreria, cartoleria, ferramenta e altri beni durevoli (da 3,99 a 4,54); ospedali (da 3,85 a 4,38); case di cura e riposo (da 3,74 a 4,26); alberghi senza ristorante (da 3,65 a 4,16); discoteche, night club (da 3,58 a 4,84); parrucchiere, barbiere, estetista (da 3,49 a 3,97); banche e istituti di credito (da 2,74 a 3,11); attività industriali con capannoni di produzione (da 2,72 a 3,09); campeggi, distributori di carburanti, impianti sportivi (da 2,70 a 3,08); musei, biblioteche, scuole, associazioni, luoghi di culto (da 1,46 a 1,67). (d.m., g.l.p.)
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