Il presidio
Tanti progetti, ma finanziamenti incerti
Approvato il bilancio: tariffe e imposte restano ferme, mentre si spera nelle vendite per pagare i lavori pubblici
PESCIA. Partiamo dalle buone notizie, ossia quelle relative ai vari tributi e imposte comunali che, pere quest’anno, adeguamento Istat a parte, non saranno toccate. Questa è la notizia che più da vicino interessa e tocca i cittadini, anche se restano ancora due incognite da risolvere nel prossimo futuro, una sull’Imu (resterà, sarà soppressa, si pagherà solo sulle seconde case?), l’altra sulla Tares, tassa la cui applicazione resta ancora un mistero, per le pubbliche amministrazioni in primis. Due incognite che costringono, di fatto, i Comuni a fare dei bilanci di previsione che, di fatto, sono inattendibili, non potendo prevedere quanto sarà il gettito di queste due voci nel proprio bilancio.
E Pescia non fa eccezione. Martedì il bilancio è stato approvato dal consiglio comunale, ed è, appunto, un bilancio “monco” visto che è condizionato (come i bilanci di tutti i Comuni d’Italia) dalla mancanza di certezze sulle voci entrate. Facile dunque prevedere, nel corso dell’anno, una lunga serie di variazioni.
Ma partiamo dai punti fermi, quelli che appunto riguardano le tasche dei cittadini. Per quanto riguarda l’Imu, in attesa di una decisione da parte del governo nazionale sulla sua adozione o meno, sono state adottate le stesse aliquote del 2012, dopo che erano state ritoccate lo scorso anno, ossia 5,5 per mille per la prima casa, 9,6 per mille per gli altri immobili. Adeguamenti Istat (che vuol dire rincari del 3%) per il resto: Cosap, servizi a domanda individuale (mense, pulmini e così via), luci votive.
Ferma ovviamente allo 0,8% infine l’aliquota Irpef. Scriviamo ovviamente perché essendo già al massimo ulteriori aumenti in questo caso non erano possibili. Sempre a proposito dell’Irpef è stata anche confermata l’esenzione per redditi complessivi fino a 11mila euro.
Ma il capitolo apparentemente più interessante era rappresentato dal programma delle opere pubbliche, è che ha sollevato non poche polemiche tra i banchi dell’opposizione. Non perché si trattava di un programma “misero” (anzi), quanto piuttosto perché quell’elenco di investimenti appare a molti inattuabile. L’elenco degli interventi è molto lungo, comprende lavori sui cimiteri, sistemazione del verde pubblico, interventi sulle strade e sui marciapiedi. E, allora, cosà c’è che non va in quell’elenco? Semplice, la copertura finanziaria. La stragrande maggioranza di questi interventi, nelle previsioni dell’amministrazione, dovrebbe essere finanziata con le alienazioni patrimoniali, un “classico” dei bilanci comunali e di quello di Pescia in particolare. Dalle dismissioni il Comune prevede di ricavare oltre un milione di euro. Ma anche qui, come nel caso di Tares e Imu, l’incertezza regna sovrana, dato che da anni il Comune prova, con scarso successo, a percorrere questa strada.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google