Tassa di soggiorno, lettera ai “distratti”
Sessanta albergatori chiamati negli uffici comunali per chiarire le loro posizioni rispetto ai mancati versamenti del 2012
MONTECATINI. Sono ben sessanta i (per ora solo presunti) “cattivi” che mancano all’appello con il versamento della tassa di soggiorno. E l’amministrazione comunale, dopo aver concesso più di un “tempo supplementare”, alla fine ha deciso di fare sul serio e ha spedito ai (sempre “presunti”) albergatori morosi una lettera, che se ancora non si può definire un ultimatum, sicuramente manifesta l’intenzione di andare fino in fondo alla vicenda. Una vicenda, peraltro, che riguarda ancora l’anno 2012, laddove proprio in questo mese scadono i termini per versare la seconda rata del 2013 della tassa di soggiorno. Nella missiva del Comune si sollecitano gli albergatori a presentarsi con urgenza all’ufficio tributi con la relativa documentazione affinché si possano fare le opportune verifiche di una storia che si sta trascinando oltre il dovuto e che le stesse associazioni di categoria chiedono si chiarisca in maniera puntuale, per mettere fine a certe voci di “caccia all’untore” e per rispetto alla maggioranza che ha regolarmente pagato il tributo.
«Sono tanti i fattori che possono essere entrati in ballo – spiega Francesca Taddei, presidente dell’Apam – e se effettivamente qualcuno potrebbe non aver ottemperato al versamento, tanti altri casi riguardano un’errata rendicontazione, oppure una mancata presentazione della dichiarazione, o un calcolo errato. Errori che definirei involontari e che potranno essere tranquillamente chiariti con l’amministrazione. Tanto più che nel 2012 vigeva ancora un sistema difficilmente comprensibile, con una modulistica complicata, mentre da quest’anno è stato messo a punto un sistema di rendicontazione trimestrale online molto più semplice».
Ma quanti soldi sono venuti a mancare nelle casse comunali a causa di furbetti o distratti? Le prime valutazioni, fatte a dicembre, avevano portato alla luce un dato preoccupante: su una stima di 1,8 milioni di euro, ne erano arrivati “solo” 1,4. In altre parole, sarebbero mancati ben 400mila euro di gettito d’imposta. Ora, dopo aver affinato un po’ i conti, sembra che la cifra sia molto inferiore. «Anche perché – spiega ancora Taddei – la stima era stata fatta seguendo una proiezione sul turismo arrivato in città nei quattro anni precedenti. Ma nel 2012 c’è stata una netta flessione degli arrivi sia dall’Italia che dall’estero».
Alessandra Bartolozzi (Asshotel) torna però a sollecitare un controllo maggiore da parte del Comune sulla vicenda. «Deve essere al più presto chiarito, una volta per tutte – dice la presidente dell’associazione – chi ha versato l’imposta e chi non lo ha fatto. Noi abbiamo già fatto alcune verifiche e i nostri associati sembra che siano tutti in regola. E poi è necessario conoscere, al di là dell’acquisto della pineta, in quale settore del turismo saranno investiti i soldi derivanti dalla tassa».
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