Il Tirreno

Montecatini

Salvata la memoria del cane vagabondo amato da tutti

di Luigi Spinosi
Salvata la memoria del cane vagabondo amato da tutti

Superati gli ostacoli burocratici in piazza Battisti è stata collocata la targa dedicata a Gennarino

3 MINUTI DI LETTURA





MONTECATINI. La città ha da giovedì una targa in più sui suoi marciapiedi. No, non è dedicata a un divo del mondo dello spettacolo, o a un personaggio del mondo dello sport che ha visitato la nostra città. E la targa non è neppure in viale Verdi, bensì su uno dei marciapiedi di piazza Battisti. Ma dietro questa targa si nasconde una storia toccante, dal finale tragico.

«In ricordo di Gennarino. Giulio»: questo recita quella placca metallica, piazzata sul marciapiede davanti al Rosemady Cafè. Nello stesso punto in cui Gennarino, tra un vagabondare e l’altro, adorava fermarsi, in attesa di una coccola o di un biscotto. Sì, perché Gennarino era un cane. Un randagio, senza alcun pedigree particolare, ma con due caratteristiche particolari: un grande desiderio di libertà e un istintivo amore per gli umani. In particolare per una persona, la titolare del bar di piazza Battisti appunto, Rossella Boni. I due si conoscevano sin dal 2002, da quando Gennarino era nato, all’ippodromo.

Poi, quando Rossella, con la sorella Gemma, si trasferi con la sua attività in piazza Battisti quel legame sembrò interrompersi. Però, nel suo eterno vagabondare, un giorno Gennarinò capitò davanti a quel bar, e ritrovò l’amica della sua infanzia. Fu da allora che quel placido cagnolone stabilì in piazza Battisti la sua base, e fece di quella mattonella, dove adesso c’è la targa, la sua “casa”.

Per lui il cibo non era certo un problema, non solo la titolare del bar, ma ormai tutto il quartiere aveva imparato a conoscerlo. E tutti avevano per lui una carezza e un boccone. Tutti lo amavano e con tutti ricambiava il suo affetto. Ogni tanto decideva di accompagnare qualche passante e di fargli compagnia per un tratto di strada, per poi tornare al suo girovagare anarchico.

Tutti gli volevano bene, tranne uno. Una bestia, a due zampe però, cui per qualche motivo Gennarino non piaceva. E così, la scorsa estate, la terribile scoperta del suo corpo senza vita. La diagnosi del veterinario non ha lasciato spazio a dubbi: Gennarino era stato avvelenato.

La notizia della sua morte sconvolse tutti nella zona. E tra loro anche un ragazzo, di appena 16 anni. Il “Giulio” della targhetta. Giulio Fagioli che, di sua iniziativa, si è mobilitato, all’inizio anche all’insaputa della sua famiglia, per lasciare una testimonianza a ricordo di quel montecatinese speciale. L’idea, appunto, quella di una targa. Aiutato dalle titolari del bar ha anche dato vita a una raccolta di firme (260 in poco tempo) e scritto al sindaco Bellandi, che si mostrò entusiasta dell’idea.

Solo che tra il dire e il fare ci si è messa di mezzo la burocrazia, e ci sono volute settimane prima di arrivare a trasformare in realtà quel desiderio. Però, da giovedì, anche piazza Battisti ha la sua targa. Una placca per mantenere vivo il ricordo di questo cagnolone in chi lo aveva incontrato, o per far scoprire, a chi non la conosce, una storia toccante, bella, anche se dal finale tragico.

E chissà magari qualcuno, ancora oggi ignoto, vedendo quella scritta sul marciapiede, proverà un po’ di vergogna per quel gesto vigliacco che ha portato via Gennarino ai tanti che gli volevano bene.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
La tragedia

Cecina, il parto in casa e il neonato morto in una busta: i dubbi da chiarire

di Claudia Guarino