Ritocco all’Imu sulle abitazioni e i negozi di Pieve
La corsa contro il tempo la vince il Comune di Pieve. Ma è una vittoria effimera, a giudicare dai numeri. Perché la rimodulazione delle aliquote Imu in vigore nel 2012 ha cifre...
PIEVE A NIEVOLE. La corsa contro il tempo la vince il Comune di Pieve. Ma è una vittoria effimera, a giudicare dai numeri. Perché la rimodulazione delle aliquote Imu in vigore nel 2012 ha cifre piuttosto basse che, se mai cambieranno la situazione patrimoniale di aziende e famiglie, lo faranno con quote quasi impercettibili. Questi i nuovi importi dell’Imposta municipale unica che i contribuenti dovranno pagare nei prossimi mesi in due rate (entro il 17 giugno la prima ed entro il 17 dicembre la seconda): dal 5,5 per mille sulle prime abitazioni si è passati al 5,4 per mille (con una riduzione dello 0,1 per mille), dal 9,6 per mille su negozi, laboratori artigianali e fondi commerciali di media entità si è passati al 9,5 per mille (sempre dello 0,1 il ribasso). La manovra (o per meglio dire i minimi ritocchi) ha provocato un’accesa discussione tra i banchi del consiglio comunale. E già le prime avvisaglie si erano rivelate, con diversi esponenti dell’opposizione e numerosi cittadini che, ricevuta la notizia, non avevano fatto mancare i loro segnali di disapprovazione. Considerato anche che le due voci in bilancio ribassate andranno tutte a rimpinguare le casse comunali e non solo una parte, come accadeva l’anno scorso quando il gettito Imu veniva per la percentuale maggiore trattenuto dallo Stato. L’erario, per il 2013, dovrà accontentarsi di riscuotere le entrate dell’imposta riferita alle aziende e ai capannoni di ampia superficie, che nessuno si è sognato di diminuire (resta il 7,6 per mille originario). Ma almeno, ne va dato atto, l’amministrazione di Pieve è riuscita (unica, per ora) entro la scadenza stabilita ad approvare qualche variazione per difetto: fino a martedì della prossima settimana, e non oltre (se non ci saranno altre comunicazioni), le nuove quote dell’Imu devono essere inserite nel portale del federalismo fiscale. Da ricordare che i cittadini di Pieve, con una media di 221,7 euro a bollettino per la prima casa, vengono dopo Montecatini e Montale nella classifica di chi ha sborsato di più in provincia. La mossa della giunta arriva poi su sollecitazione: è stato il capogruppo di “Impegno civico per Pieve”, Gino Giulietti, a chiedere in una mozione presentata nella scorsa riunione consiliare qualche ritocco per alleggerire il carico fiscale.
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