Il presidio
Categorie unite? Gli albergatori frenano
Si apre il dibattito sulla proposta del neo presidente di Unim di presentare tutti insieme un progetto al Comune
MONTECATINI. Associazioni più unite per “combattere” la tendenza al “divide et impera” per cui l’amministrazione comunale ha finora avuto buon gioco nello sfruttare le divisioni nelle categorie. Era in sostanza questa l’idea lanciata dal nuovo presidente dell’Unim Confesercenti, Luigi Lavarini, in nell’intervista al Tirreno pubblicata ieri. In altre parole, dice Lavarini, prima elaboriamo un progetto condiviso, e poi presentiamoci in Comune con un fronte compatto e maggiore forza contrattuale. Ma è davvero una strada percorribile, questa, in una città storicamente divisa su tutto? Una città che ha tre associazioni di albergatori e due di commercianti?
Il più entusiasta, da questo punto di vista, appare il presidente di Confcommercio, Renzo Bertini. «L’unione tra le associazioni – dice – è qualcosa che avremmo sempre dovuto fare. Servirebbe, a tal proposito, una voce unica che possa parlare a nome di tutti».
Ma mentre Claudio Chimenti (presidente del Centro commerciale naturale) si tira fuori dalla discussione, in quanto «il nostro è un consorzio d’imprese che fa promozione, ma è vero che se tutti trovassimo un’idea comune avremmo maggiore forza», Francesca Taddei (Apam) e Andrea Birindelli (Pistoia Turismo) frenano un po’ sull’entusiasmo del “nuovo arrivato”. «Come associazioni di albergatori – dice Taddei – negli ultimi anni abbiamo sempre cercato l’unità e il Comune ci ha convocato per consultazioni collettive. Sarebbe bello se questo fosse allargato anche agli altri, ma spesso ci troviamo di fronte all’emergenza e questa rallenta la ricerca di una soluzione condivisa. Si può fare in certi casi, ma in altri ci vuole la giusta elasticità per rispondere». «Lo strumento per portare avanti un’unica voce ci sarebbe – dice Birindelli – ed è l’Intersindacale, dove tentativi di creare progetti comuni ci sono stati, ma dove sono poi emerse le solite visioni generali diverse ed è stato impossibile trovare una sintesi tra le varie posizioni. Sui temi più importanti è inutile negare che commercianti e albergatori la pensano diversamente e questo spiega il perché l’attività dell’Intersindacale sia ormai bloccata da 4-5 mesi. Sono 15 anni che si parte con le migliori intenzioni e dopo poco torniamo in ordine sparso. La speranza che le cose, da questo punto di vista, possano cambiare c’è, ma l’esperienza dice diversamente». E si apre il dibattito anche su alcune proposte avanzate da Lavarini, per esempio sulla città da trasformare periodicamente in una sorta di outlet. «Quello che Lavarini chiama “outlet” – dice Chimenti – noi abbiamo provato a farlo un paio di anni con lo “sbaracco”, ma è un’esperienza che, a differenza che in tante altre località toscane, qui non ha funzionato. Però stiamo lavorando su qualcosa di simile: una sorta di evento di marketing che leghi alcuni prodotti di un negozio al tema della serata, che verrebbero proposti con uno sconto speciale. Per esempio: se il tema è il cinema, individuare articoli (scontati) che lo possano richiamare».
E se l’idea dell’outlet convince il presidente di Confcommercio Bertini, maggiori dubbi arrivano dal responsabile d’area Matteo Marianeschi: «Le nostre aziende ritengono che il rilancio della città debba andare verso criteri qualitativi piuttosto che inseguire progetti lontani dall’offerta montecatinese».
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