Una "moral suasion" per riaprire lo storico bar Biondi
Il Comune non può intervenire sulla decisione di un privato. Il sindaco: "Facciamo appello all'identità montecatinese"
Una moral suasion (letteralmente una "persuasione morale") e un appello alla "montecatinità" per far riaprire il bar Biondi. È questa l'unica strategia che il Comune di Montecatini può adottare per convincere il proprietari dello storico locale di piazza del Popolo a riaprire la saracinesca, abbassata - e mai più riaperta - il 31 dicembre scorso.
La chiusura del locale ha portato sgomento a Montecatini che, con il bar Biondi chiuso, ha perso un punto di riferimento importante. L'imperativo categorico è che il Bar Biondi deve riaprire. Ma come? «Ovviamente noi non possiamo intervenire su una proprietà privata – spiega il sindaco di Montecatini Giuseppe Bellandi – ma certo l'immagine del bar Biondi chiuso è negativa. È una vetrina in una delle posizioni più importanti della città, è un po’ come la chiusura di Valiani a Pistoia. La speranza è che prevalga la ragione: noi due parole con la proprietà le vorremmo fare, ma come ambasciatori di Montecatini, nel rispetto delle parti. A me spiace, da montecatinese, ogni volta che chiude un negozio o che non riapre un albergo. Noi i messaggi li abbiamo mandati, spero in un po’ di buon senso da parte di chi deve gestire la cosa».
Sulla stessa lunghezza d’onda Claudio Chimenti, presidente del Centro commerciale naturale di Montecatini: «È una questione privata dove nessuno può intervenire. Ma, a parte la logica, è anche una questione di sensibilità. Non solo per il Biondi, la città è piena di fondi sfitti, e in molti casi per scelta della proprietà. Se esistesse ancora l’Ici e i Comuni avessero possibilità di manovra, verrebbe quasi voglia di auspicare tariffe più alte per chi non dà i propri fondi per scelta».
Nonostante il bar si trovi in posizione centralissima, l'affitto di 14mila euro al mese sembra uno scoglio difficile da superare per qualsiasi imprenditore interessato. Da parte sua il presidente del Ccn, pur condividendo le considerazioni sull’immagine negativa di quel locale chiuso, preannuncia la contromossa della sua associazione, sotto forma di un ricco calendario di iniziative e di aperture serali estive. Un modo per attirare gente in città, per chi, le serrande, le ha tenute su, anche a costo di grandi sacrifici.
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