Il presidio
Cpe all’attacco del piano provinciale sugli sfalci palustri
MONTECATINI. L’associazione Caccia Pesca Ecologia all’attacco dell’assessore provinciale Rino Fragai sulla gestione delle aree umide da parte dei proprietari. «Giovedì pomeriggio– si legge sulla...
MONTECATINI. L’associazione Caccia Pesca Ecologia all’attacco dell’assessore provinciale Rino Fragai sulla gestione delle aree umide da parte dei proprietari.
«Giovedì pomeriggio– si legge sulla nota del Cpe – si è riunito il consiglio provinciale e, all’ordine del giorno, fra le altre cose vi erano gli interventi che riguardavano il Padule. Uno su tutti ci ha lasciato esterrefatti: quello sul taglio della cannella nella zona umida. Lo stesso deve avvenire dal 10 agosto alla fine dello stesso mese, dimenticandosi, l’assessore Fragai, di quanto promesso pubblicamente, ossia di anticipare il taglio alla fine di luglio. Un proverbio dice che promettere e mantenere è da gente paurosa: se così fosse il nostro assessore sarebbe un eroe».
«Nella stessa delibera – continua il Cpe – è state aggiunta la seguente disposizione: “il taglio deve effettuarsi nella data prescritta e il conferimento della stessa in tempi e luoghi dedicati previa indicazione della Provincia”. In parole povere la Provincia ci imporrà di tagliare la cannella nei luoghi dove crederà più opportuno e il ricavato, che altro non è se non un tritato di erba e canne, dovrà essere prelevato e portato là dove la Provincia ci indicherà. Ora ci viene un dubbio: visto da alcuni mesi c’è una ditta interessata al Padule, per creare un’attività che, con l’impiego di biomassa, vuole ricavare elettricità, e una delle materie prime è proprio la cannella, non sarà che ci venga imposto di portare il ricavato di quanto noi tagliato a quella ipotetica azienda? Così noi proprietari, che siamo per la maggior parte cacciatori, siamo obbligati a tagliare la cannella, trinciarla, portarla dove vuole la Provincia, naturalmente tutto a nostre spese. E se eventualmente fosse da portare a quell’azienda? Noi si spende, e magari c’è chi guadagna dal ricavato dell’elettricità».
Ma l’associazione se la prende anche con gli altri rappresentanti del mondo venatorio: «Un’altra cosa che ci ha indignato è l’assoluto silenzio delle altre associazioni di cacciatori, come la Federcaccia, e, in particolare, del presidente dell’Atc di Pistoia, i quali hanno ignorato il problema. Quando ci sono da fare tessere assicurative o riscuotere lo stipendio, all’Atc sono tutti molto attivi, ma se accadono fatti così gravi ignorano il problema. Dobbiamo altresì ringraziare la minoranza del consiglio provinciale, che si è opposta a questo provvedimento, e il consigliere Patrizio La Pietra, del Popolo delle Libertà, che ha fatto da capofila all’opposizione a questo decreto».
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