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Rossi (Pdl) insiste: «Il partito chiude al rinnovamento»

PIEVE A NIEVOLE. Continua la polemica nel Pdl innescata dalle dichiarazioni post elettorali rilasciate dal coordinatore provinciale Alberto Lapenna in una intervista al Tirreno. Stavolta a...

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PIEVE A NIEVOLE. Continua la polemica nel Pdl innescata dalle dichiarazioni post elettorali rilasciate dal coordinatore provinciale Alberto Lapenna in una intervista al Tirreno. Stavolta a intervenire è il capogruppo a Pieve, Alessandro Rossi, che si sente tirato in ballo. «Non credo di essere l'unico in Valdinievole, per fortuna del partito, ad essere considerato “malpancista” dal coordinatore provinciale, dal vice coordinatore vicario e da qualche altro miracolato», esordisce Rossi.

«Ciò che dovevo dire – prosegue – l'ho detto in tempi non sospetti e senza convenienza alcuna, al congresso provinciale del 2012 ma anche prima, nella massima correttezza. E coerentemente con gli ideali del partito, nel quale risulto tuttora tesserato e che rappresento come capogruppo in consiglio, anche se a qualcuno la cosa piace poco».

Rossi dice poi di condividere «la precisa e attenta analisi di Alessandro Capecchi sui risultati del Pdl locale e provinciale, e non perché faccio parte della sua corrente all'interno del partito, ma perché è la più veritiera. Continuare a ripetere che il Pdl sia un partito unito e coeso sta diventando una presa in giro anche per gli elettori, che alle politiche hanno scelto non il Pdl, ma Silvio Berlusconi. Lo dimostra l'ammosciamento di questi giorni in cui il Presidente, occupato dalle grane processuali, ha temporaneamente mollato la ressa mediatica affidandola purtroppo ai soliti personaggi poco credibili, che hanno fatto perdere nel tempo una grossa fetta di elettorato. Evidentemente il Pdl locale non riesce a capirlo: ha affidato le speranze del territorio a facce reduci da precedenti contese perdute, e i volti nuovi sono stati emarginati. Si invocano dialogo e confronto, presenza, impegno: ma chi, in passato, in questo si è distinto, se ha voluto campare dentro il Pdl si è zittito, piegato alle logiche infelici dei vertici. Se la barca fosse davvero solida, come si dichiara, non si sarebbero lanciati su altre scialuppe giovani e donne, vera risorsa inascoltata sul territorio. Appare evidente la chiusura del partito al rinnovamento, basti vedere chi sono i rappresentanti dei coordinamenti comunali locali. La Valdinievole porta in Parlamento un rappresentante del territorio che il Pd ha fortemente sostenuto, pur essendo renziano: non altrettanto si può dire per il Pdl. Ma non si dia la colpa ai malpancisti».

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