Meteo
Nuove sedi per i lavoratori
Per i dipendenti a rischio licenziamento due alternative fiorentine
SERRAVALLE. La vicenda Autogrill sposta (momentaneamente) il baricentro dal livello nazionale a quello regionale. Ma le parti (azienda e sindacati) sono ancora ben lontane dal trovare un accordo che renda l’“atterraggio” di tanti lavoratori più morbido.
Sono 4 i dipendenti dell’Autogrill di Serravalle che rientrano nel piano di riorganizzazione aziendale che porterà al licenziamento di 140 lavoratori in Italia, 20 in Toscana. Sindacati e azienda (che fa parte del gruppo Benetton) si sono incontrati a Roma, ed è stato deciso di trasferire nelle varie regioni coinvolte il compito di trovare soluzioni territoriali, prima di un ulteriore incontro generale che è già stato programmato per fine mese e nel quale verranno appunto convogliate le istanze locali.
«Abbiamo già provato, senza peraltro al momento aver ottenuto grossi successi – dice Luisella Brotini, Filcamns Cgil – a proporre di trasformare la mobilità in una cassa integrazione straordinaria, oppure di verificare se esistono in azienda lavoratori che desiderano uscire volontariamente o prossimi alla pensione. Ma rispetto all’ultimo confronto, quando era emersa da parte di Autogrill solo la possibilità di trasformare i licenziamenti in nuovi contratti part time a 20 ore con ricollocazione nella struttura “Chianti” sull’A1 (a Incisa Valdarno), ora sul tavolo sono state almeno messe altre ipotesi “extra-autostradali”: la stazione di Firenze e l’aeroporto di Peretola».
La speranza di poter essere ricollocati in un distributore Sidap a Pistoia si è invece rivelata vana, in quanto Autogrill è in procinto di cedere quel ramo d’azienda. (d.m.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google