Beatrice, una vita spesa per gli altri
Prima della separazione era volontaria alla Misericordia e attivista dei Gas. Commossi saluti su Facebook
MONTECATINI. L’apologia, la retorica o il buonismo sono sempre dietro l’angolo quando si tratta di raccontare chi non c’è più. E cercando di farsi raccontare Beatrice da chi l’ha conosciuta si può essere indotti a pensare a descrizioni influenzate dalla volontà di proteggere la memoria di chi non è più tra noi. Ma poiché i fatti valgono più delle parole, ci vuol poco a scoprire una persona che rispecchiava anche nelle sue azioni quanto di buono adesso viene raccontato di lei.
Il primo aspetto che emerge è la sua grande passione per il volontariato e, più in generale, per l’impegno sociale.
A lungo aveva svolto l’attività di volontaria alla Misericordia di Pieve a Nievole. Un impegno che aveva portato avanti, assieme all’ex marito, sino a quando la loro vita non fu sconvolta dalla separazione. Molte cose cambiarono, compresa, complice il trasferimento nella natia Campi Bisenzio, la scelta di lasciare la confraternita di via Donatori del Sangue. Ma di lei, nella sede dell’associazione, è ancora vivo il ricordo. È il ritratto, ci racconta il presidente della Misericordia Bruno Maccioni, con un nodo in gola, «di una persona squisita, sempre disponibile e pronta a dare una mano». Ma, soprattutto, per usare un’altra parola di Maccioni, «una persona solare».
Una persona che si interessava a chi le stava attorno e a tutto ciò che poteva essere fatto per rendere un po’ più gradevole la società che ci sta attorno. Appassionata di ecologia, di green economy, trasferiva questo suo interesse anche in altre attività, come, per esempio, la partecipazione ai cosiddetti “Gas”, i gruppi di acquisto solidale (più in particolare qui in Valdinievole aveva rapporti con il gruppo di Traversagna).
Un’attività nella quale poteva mettere in campo anche le sue competenze, essendosi laureata in economia e commercio.
Come una persona solare viene ricordata anche dai colleghi di lavoro. Dopo aver affrontato tante difficoltà e momenti difficili legati alla separazione, seguita a molti anni di matrimonio, stava ricostruendosi una nuova vita partendo da quelle che erano le sue radici, il paese e la casa dove era cresciuta.
Sembra che all’orizzonte si stesse sviluppando anche una relazione sentimentale, con un collega. Insomma, la ritrovata felicità pareva essere dietro l’angolo, e mai, nemmeno nei momenti più difficili, aveva fatto scomparire il sorriso dal suo volto.
Una personalità che emerge anche dai primi messaggi che ieri, alla notizia della sua morte violenta, sono comparsi quale ultimo saluto sulla sua bacheca di Facebook.
«Un altro angelo ha preso forma in cielo», è stato il primo ricordo comparso sul social network. Poi un altro saluto, che racconta bene la persona che era: «Ciao Bea, l’altro ieri mi hai detto di vedere sempre il bicchiere mezzo pieno. Ora faccio fatica, ma lo farò per te. Non è un addio, ma solo un arrivederci».
Infine un pensiero anche per chi, più di ogni altro, è destinato a soffrire per questa scomparsa, i due giovanissimi figli di Beatrice: «Non ci sono parole. Hanno spento il sorriso di una persona dolcissima. coraggio bimbi». (l.s.)
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