Il Tirreno

Montecatini

Lo sport preferito dai ladri: rubare le biciclette da corsa

di Elena Guerri
Lo sport preferito dai ladri: rubare le biciclette da corsa

Colpi in crescita durante le soste o prima delle gare «Rompono anche le auto pur di portare via i mezzi»

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MONTECATINI. «O la trovi subito o non la trovi più». Cosiì una veggente aveva risposto al malcapitato protagonista del capolavoro di Vittorio De Sica "Ladri di biciclette". Un “verdetto” pronunciato nella Roma del dopoguerra, ma quanto mai attuale in questi ultimi tempi.

In sella e via. Sono, infatti, in continuo aumento i furti di mountain-bike, bici da corsa e bici da passeggio. Che sia una Graziella, una Pinarello o una Merida poco importa. La compagna di fatiche, di shopping, di avventure nei boschi scompare e solo raramente qualche fortunato riesce a ritrovare "l'amata". In Valdinievole, terra ricca di cicloamatori e appassionati cronici del pedale, il fenomeno dei furti è in crescita. In linea con quello nelle case.

«Mi hanno portato via una Fondriest – scrive un giovane cicloamatore su Facebook –. Se la vedete in giro fatemi sapere. Fate girare la foto tra amici ciclisti e non solo della zona».

«Dopo aver terminato la gara, due esordienti del Pozzarello, con i loro accompagnatori, si sono fermati a pranzo al ristorante – racconta Lara Cipollini del negozio Colonna Bike di Lamporecchio –. I malviventi hanno rotto i finestrini e hanno preso due bici di nostra produzione (Colonna Bike, ndr) per un valore di 1.500 euro ciascuna».

Auto danneggiate. Danno di 6000 euro per il cicloamatore Andrea Grandi dell'Ecoacciai. Stesso luogo, stessa dinamica dell'accaduto. «Di ritorno da una corsa, ero sceso per pranzare – spiega – al mio ritorno la brutta sorpresa. La bauliera era forzata. La mia bici con il telaio su misura non c'era più. Scomparse le Cosmic a profilo alto, le ruote di scorta e il borsone con il casco e le scarpe».

Qualche settimana fa, invece, a Bientina, i "Lupin" di turno sono stati così veloci da impossessarsi di una mountain-bike da 1.300 euro, mentre il proprietario valdinievolino stava terminando di pagarla. «Il mio cliente aveva legato la mtb sul tettino della propria auto – ricorda Nicola Sbrolli del Gregario –. Quando è uscito, dopo aver saldato il conto , è rimasto sbalordito». Ed ancora, un colpo da venti mila euro è stato messo a segno alla vigilia della competizione delle Dolomiti Super Bike: « Era l'otto luglio – dichiara il lucchese Andrea Simi tesserato con l'Mtb Montecatini – io e i miei compagni di squadra eravamo in trasferta per la tanto attesa gara. Eravamo arrivati qualche giorno prima a Dobbiaco San Silvestro e avevamo messo al sicuro le bici in una rimessa vicino alle nostre camere di albergo. Quando ci siamo svegliati ci siamo accorti che tutti e sei i nostri "gioielli" non c'erano più».

Raid in casa. Weekend rovinato anche per due cicloamatori della Valdinievole, "colpevoli" di aver lasciato la propria Formigli e la propria Kuota nel sottoscala e nella cantina della propria abitazione come accaduto a Massimiliano Canestrelli a Pescia. La lista dei derubati potrebbe proseguire ancora a lungo, con studenti che, tornati da scuola, hanno trovato solo ciò che rimaneva della catena con cui avevano assicurato le ruote del proprio unico mezzo di trasporto o ciclisti professionisti e dilettanti rimasti appiedati poco prima di una corsa. Forse hanno ragione quei "fissati" che si portano la bicicletta in camera da letto.

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