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Montecatini

Incendiano l’auto all’ex coppia finisce in carcere

di Pietro Barghigiani
Incendiano l’auto all’ex coppia finisce in carcere

L’uomo sotto accusa insieme alla nuova compagna per l’attentato con le molotov Visto da un testimone prima del rogo: una Punto incenerita, danni a una Lancia Y

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MONTECATINI. La storia era finita da un pezzo, ma lui, l’ex fidanzato, aveva ancora rancori e storie di soldi irrisolte verso la donna. E per punirla le ha incendiato l’auto oltre a danneggiare un secondo mezzo che presumeva appartenesse a un familiare della ex.

La notte di fuoco in via Cimabue si è conclusa con un’auto completamente distrutta, una vettura rovinata e una coppia in carcere con l’accusa di incendio, danneggiamento, violazione di domicilio e detenzione di molotov.

Gli arresti. In cella sono finiti un italiano, con diversi precedenti, anche specifici, e la sua compagna russa, entrambi sulla trentina. Sono stati fermati dalla polizia nell’abitazione dell’uomo che un testimone ha visto passeggiare in zona prima che gli incendi divampassero incenerendo una macchina e compromettendo seriamente un altro veicolo.

Non c’è stato bisogno di far evacuare le abitazioni della strada. I due roghi sono stati domati in tempi brevi. Massimo riserbo da parte del commissariato che rimanda eventuali dettagli all’udienza di convalida dei fermi fissata per lunedì dopo la richiesta dal sostituto procuratore di turno, Claudio Curreli.

Il fatto. Manca alcuni minuti a mezzanotte quando un passante nota le lingue di fuoco levarsi in un cortile di via Cimabue. Sulle strade del centro il commissariato aveva organizzato un controllo anti-prostituzione con cinque volanti. Quando arriva la chiamata del cittadino gli agenti sono a circa 500 metri dal rogo. Nel frattempo vengono inviati sul posto anche i vigili del fuoco. A bruciare completamente è una Fiat Punto intestata a una donna. È parcheggiata davanti all’abitazione in uno spiazzo a servizio dei residenti.

Poco distante una Lancia Y, in sosta sulla strada di fronte alla casa dove vive la proprietaria della Punto.

Le molotov. Secondo l’accusa l’ex fidanzato avrebbe piazzato sotto la Punto una molotov dopo aver acceso lo strofinaccio. In pochi secondi l’utilitaria è stata avvolta dalle fiamme. Per concludere l’opera si sarebbe spostato sulla strada e dopo aver rotto il finestrino posteriore destro della Lancia Y avrebbe lanciato nell’abitacolo un’altra molotov poi recuperata dagli agenti sui sedili posteriori.

Poi con la compagna russa, che lavora saltuariamente come cameriera, si sarebbe allontanato prima dell’arrivo dei vigili del fuoco e della polizia.

Le indagini. Un testimone è stato sentito dagli agenti quando ancora il rogo non era stato spento del tutto. Ma soprattutto è stato decisivo quanto riferito agli investigatori dalla donna lasciata dal trentenne per risalire al presunto responsabile dell’attentato incendiario. Alla base dell’episodio ci sarebbe un legame finito male con uno strascico di odio e anche questioni di soldi non chiarite tra i due ex fidanzati.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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