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Montecatini

Cane aggredito da un cinghiale a due passi dalla città

Cane aggredito da un cinghiale a due passi dalla città

Cresce la preoccupazione per il proliferare degli esemplari E Coldiretti denuncia le devastazioni in agricoltura

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MONTECATINI. Cinghiali a due passi dalla città. Da tempo viene segnalato, soprattutto dagli agricoltori che vedono i loro raccolti distrutti, il problema dell’eccessiva proliferazione dei cinghiali. Un danno, ma anche una potenziale fonte di pericolo.

Un inquietante episodio è quello avvenuto martedì pomeriggio in via Riaffrico, nella periferia a nord di Montecatini, e in pieno giorno. «Era circa mezzogiorno – racconta un residente – quando sono andato a controllare se c’erano funghi in un boschetto a poche decine di metri da casa. Come sempre avevo con me uno dei miei cani. Mentre stavo cercando i funghi ho sentito il cane abbaiare, ma non mi son preoccupato. Pensavo che abbaiasse ai cani dei vicini, che si trovavano chiusi nel loro giardino. Solo tornando a casa con il cane mi sono accorto di una ferita su un suo fianco. Lì per lì ho pensato che fosse stata provocata da un ramo. Ma quando il veterinario l’ha vista non ha avuto dubbi, quella ferita era il segno di un morso di cinghiale. Probabilmente era nascosto fra le frasche e, spaventato dal cane, ha reagito aggredendolo. Ma è successo a due passi dalle case, mentre nei campi vicini c’era chi stava lavorando alla raccolta delle olive».

Insomma, anche se solitamente tendono a nascondersi in loro presenza, questi animali sono comunque una potenziale minaccia, e sempre più forte, almeno a giudicare dalle tracce che ne indicano una presenza in crescita.

Un problema, quello dell’eccesso di ungulati (cinghiali e cervi), che proprio nelle stesse ore viene segnalato dal direttore provinciale di Coldiretti Vincenzo Tropiano, che lancia l’allarme per le attività agricole, compreso il florovivaismo: «Un cervo può devastare un vivaio anche molto esteso in poche ore. E continuando a proliferare, presto vedremo cinghiali e altri ungulati direttamente nei centri urbani. Ritrovarsi alle porte di Pistoia un cinghiale o, nella prima collina, un cervo che attraversa la Porrettana o la statale 66 è pericoloso per la circolazione stradale. Si susseguonopoi e segnalazioni dei danni nei campi. In alcuni casi la presenza di ungulati non compromette solo il raccolto stagionale, ma danneggia gli impianti strutturalmente: vivai, vigneti e uliveti possono subire danni notevoli. Muretti a secco,ulivi secolari, vivai anchedi pianura sono da anni danneggiati dalla presenza eccessiva di ungulati, e le contromisure sono del tutto inadeguate: i risarcimenti sono insufficienti e, soprattutto, tutti i piani di controllo messi a punto sono risultati inefficaci».

Per Tropiano anche il caos normativo non aiuta, con il ruolo dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale che dovrebbe essere solo) consultivo e, invece, è spesso determinante.

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